Paolo ha vissuto un’odissea durata 42 ore.
Nel mio piccolo racconto questo aneddoto.
Sabato sera a Dortmund, in una fattoria ristrutturata tipo bed & breakfast, il simpatico gestore ci prenota un taxi che ci deve portare all’aeroporto, domenica mattina alle 7.30. L’indomani ci svegliamo e alle 7.15 iniziamo la colazione.
h 7.20 Mentre ci porta le cose, il gestore ci rassicura: “rilassetevi, godetevi la colazione, ci penso io a tenere d’occhio la strada”.
h 7.25 Ci porta il pane e il caffè. Chiacchieriamo cordialmente. Lui tiene sempre gli occhi sulla strada.
h. 7.29 Il taxi non arriva ma ci dice di rimanere tranquilli: “di solito il taxi spacca il minuto!”
h 7.30 (!) Chiama il centralino dei taxi, lamentandosi perchè il taxi non è in orario. La centralinista dice che il taxi è in arrivo, ma forse la strada è un po’ gelata. Lui si lamenta dicendo che dobbiamo andare in aeroporto.
h 7.33 Dice: “vado ad accendere la macchina, al limite vi accompagno io”
h 7.35 Carichiamo le valigie e saliamo in macchina.
h 7.37 All’incrocio troviamo il taxi in arrivo, 7 minuti in ritardo. Oli dice: “in italia è normale che non siano puntuali”. Lui dice: “per me no”. Scende e va dal tassista e gli dice: “per oggi non fai la corsa e la prossima volta non chiamo più la vostra compagnia”. Poi ci accompagna all’aeroporto, facendoci risparmiare anche la corsa in taxi.
Take it easy, Paolo!
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Letteralmente il tipo (che aveva un caschetto biondo tipo Beatle) ha detto: – But for me NO!!!! ed è uscito a discutere col tassista. Noi in macchina fantasticavamo su una scazzottata all’alba sulle strade ghiacciate della campagna tedesca.
Se alla fien l’aereo l’avete preso credo sia stata
una bella avventura, quegli episodi che ti fanno
rivalutare un pò il genere umano … ce ne fosse di più
di gente così!