Alberto Mucignat

Alberto Mucignat


Random thoughts around web stuffs (è tutto un equilibrio sopra la follia)

ottobre: 2019
L M M G V S D
« Ott    
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031  

Categorie


Un sogno di capitale europea (con risveglio all’italiana)

AlbertoAlberto

Sabato sera, presi forse da un sogno di città europea (o dall’incubo di trovare parcheggio), abbiamo deciso di uscire senza macchina. Era una bella serata e ci siamo detti: “andiamo a piedi, al ritorno prendiamo i mezzi o il taxi”.

Quindi siamo andati a piedi fino al quartiere Flaminio dove avevamo appuntamento per cena.

Al ritorno, circa a mezzanotte, salutiamo gli amici e decidiamo di chiamare un taxi. I vari numeri dei taxi non rispondevano, solo uno (la coop Samarcanda) ha risposto e dopo qualche tentativo ci ha detto però che “non ci sono taxi disponibili”.

Nel 2011, in una capitale europea, alle 24 di sabato sera, mica alle 5 di mattina del lunedì…

Successivamente abbiamo preso un tram fino a piazzale Flaminio, ma non siamo riusciti a trovare un autobus che ci portasse a casa (abitiamo comunque in zona centrale). Il nostro autobus non arrivava perché l’ultima corsa è alle 24 (!).

Nel 2011, in una capitale europea, di sabato sera.

Quindi abbiamo aspettato mezz’ora e poi abbiamo preso un altro autobus fino a piazza Fiume. Attraversando la piazza (sulle strisce) siamo quasi stati investiti da una macchina guidata da ggiovani che sfrecciava a tutta velocità con la radio a palla.

Infine, siamo andati all’isola dei taxi, dove ci aspettavano comodamente 4-5 taxi che prima però non erano disponibili, chissà come mai. Forse non volevano fare la fatica di guidare 5 minuti per il muro torto.

La cosa è veramente allucinante, ma fa capire a che livello sia la mobilità di una città che spende comunque vagonate di soldi per mantenere le caste, la lobby dei tassisti e un livello da terzo mondo dei servizi pubblici.

In tutta europa, il sabato sera i giovani prendono i mezzi o il taxi (che costa di meno, chissà come mai), ma da noi invece preferiscono guidare ubriachi. Per fare 5-10 km in città. Allucinante.

Ma se pensate che non sia un problema nostro o che non sia possibile cambiare questo stato di cose, allora proprio per questo paese non c’è nulla da fare.

Però a questo punto, ecco, toglietevi di mezzo voi, grazie.

ps: peraltro a quell’ora non c’è un posto dove comprare i biglietti per i mezzi pubblici, quindi pur volendo farlo diciamo che “ci siamo arrangiati”… E no, non potevamo tornare a piedi come all’andata, purtroppo (per motivi che non sto qui a spiegare).

Comments 30
  • Francesco
    Posted on

    Francesco Francesco

    Author

    Hai dimenticato di dire che la Metro chiude alle 21, un’altra recente chicca regalata da questa amministrazione.

    ps: i taxi alle 5 del mattino (zona p.zza navona) ti chiedono il prezzo fisso (circa 25 euro) per riportarti a casa fino a Prati (1 o 2 km distante), se li fermi “col fischio”


  • Massimo Moruzzi
    Posted on

    Massimo Moruzzi Massimo Moruzzi

    Author

    a me una volta a Milano un tassista ha detto di non capire come mai la gente si lamenta, che loro poi alla fine guadagnano “solo come un dirigente” (!) (eh, certo, mica come un calciatore, per dire…)


  • Jacopo Romei
    Posted on

    Jacopo Romei Jacopo Romei

    Author

    Quando penso a buoni motivi per lasciare Roma al primo posto c’è sempre la viabilità; privata, pubblica non importa: cmq la viabilità.
    Ce ne saranno altri, ce ne sono altri, sicuro, ma non ha senso per me considerarli se il peggiore è lì, che cresce ogni anno in peggio.

    Mi faccio da decenni ormai inverni di freddo e pioggia a due ruote e ora sto considerando l’acquisto di un Vectrix elettrico. Ma l’assurdo raggiunto è inconcepibile e io cmq, prima o poi, meriterò delle nocche tiepide? 🙁


  • Alessandro Nasini
    Posted on

    Alessandro Nasini Alessandro Nasini

    Author

    Concordo con il disappunto di Alberto, quello della mobilità è “il” nodo da sciogliere per primo, prima di pensare a qualsiasi altro bisogno della citta di Roma. Personalmente non credo nemmeno sia risolvibile con le metropolitane, il “treno” ormai è perduto. Una seria riorganizzazione dei percorsi sarebbe un buon punto di partenza: a Roma non ci sono pochi mezzi e le linee sono in eccesso. I taxi sono pochi, spesso malandati e sporchi e introvabili quando serve. Nessuna amministrazione ha mai avuto il coraggio di prendere provvedimenti impopolari per il bene della collettività, non volendo rischiare il malcontento di pochi. L’unica possibilità è alzare la voce, civilmente, ma incominciare ad alzarla in tanti.


  • Alberto
    Posted on

    Alberto Alberto

    Author

    jacopo: le nocche tiepide te le devi guadagnare: tocca imporre una nostra agenda sulla mobilità, altrimenti se aspettiamo i politici…

    massimo: ROTFL (i tassisti sono uguali in tutta italia, peggio ancora nella piccola provincia, dove sono ancora meno: a Roma almeno c’è anche il NCC!)


  • Alberto
    Posted on

    Alberto Alberto

    Author

    se anche Alessandro è d’accordo allora tocca mettersi sotto.

    e se ci facessimo finanziare l’idea con il bando per le idee? 😀


  • Alessandro Nasini
    Posted on

    Alessandro Nasini Alessandro Nasini

    Author

    @alberto perché no? magari potrebbe essere la volta buona. bando incluso o escluso, se c’è da rimboccarsi le maniche, contate due braccia a disposizione.


  • Alberto
    Posted on

    Alberto Alberto

    Author

    stavo pensando: io (come molti di noi) non ho molto tempo a disposizione, già faccio fatica a fare l’imprenditore. però, visto i giovani/precari a spasso, perché non inventarsi qualcosa?

    potremo trovare qualcuno e agire come mentor per il progetto, cosa ne dici? architetti/urbanisti a spasso ce ne sono, e anche bravi con idee e voglia di fare.


  • Alessandro Nasini
    Posted on

    Alessandro Nasini Alessandro Nasini

    Author

    Ci sto. Forza, si facciano avanti i giovani con idee e voglia di fare, così ci si mette al lavoro…


  • Massimo Moruzzi
    Posted on

    Massimo Moruzzi Massimo Moruzzi

    Author

    imho i problemi non sono i progetti. Sono i politici che non sono disposti a fare nulla che possa rischiare di far loro perdere neppure mezzo voto. Se ci fate caso, le “politiche” che fanno sono sempre e solo “cose in più”, che non toccano i problemi, perchè per toccare i problemi devi fare del male a qualcuno. A Roma, Veltroni fa il Festival del Cinema, invece di mettere a posto le buche nelle strade. A Milano, la Moratti piste ciclabili elettorali (di corsa e un mese prima delle elezioni) di fianco ai Giardini di Porta Venezia, dove di auto ce ne sono già relativamente poche (e le piste ciclabili servono poco). E “wifi gratis” (e chi paga?). E “più cultura” (un’altra roba in più). Io voglio “meno casino” e “meno pm10”, non “più cultura”.


  • Alberto
    Posted on

    Alberto Alberto

    Author

    in effetti nel “manifesto” dovremo considerare il fatto di cercare di “ottenere di più facendo di meno” (less is more, my friend), però certo “più ciclabili a prescindere, con meno auto sulle strade”.


  • Massimo Moruzzi
    Posted on

    Massimo Moruzzi Massimo Moruzzi

    Author

    io sono contro le piste ciclabili, per dire. Sono convinto che le strade non debbano essere a uso misto. In alcune le auto, in altre solo le bici, in altre gli autobus. Sono sicuro che a Milano si potrebbero chiudere n strade del tutto al traffico automobilistico. Certo, servono le palle…


  • Alberto
    Posted on

    Alberto Alberto

    Author

    idea interessante… tocca trovare qualcuno che se ne intende veramente di circolazione e urbanistica, perché comunque è una materia difficile.


  • Massimo Moruzzi
    Posted on

    Massimo Moruzzi Massimo Moruzzi

    Author

    ripeto: il problema non sono le soluzioni, che si trovano. Ma il potere per farle passare. Stiamo tutti meglio grazie alla Legge Sirchia che ha vietato il fumo nei locali, ma Sirchia ha potuto imporre la sua volontà dall’alto. Chi può fare una cosa del genere nei confronti delle auto? Serve un dittatore pro-tempore…


  • Simone Economo
    Posted on

    Simone Economo Simone Economo

    Author

    Io sono pro piste ciclabili e non scherzo. Non ci dimentichiamo che i prezzi della benzina sono alle stelle. 🙂


  • Jacopo Romei
    Posted on

    Jacopo Romei Jacopo Romei

    Author

    Veramente Bersani (proprio lui!) promosse all’epoca dell’ultimo governo Prodi di fare qualcosa per le licenze taxi. I taxisti bloccarono Roma come nemmeno le suffragette del secolo ormai passato furono capaci…

    🙁


  • Massimo Moruzzi
    Posted on

    Massimo Moruzzi Massimo Moruzzi

    Author

    sì, ma Reagan li avrebbe licenziati tutti!


  • Silvano Stralla
    Posted on

    Silvano Stralla Silvano Stralla

    Author

    Leggendo, mi è tornato in mente che ogni volta che vengo a Roma mi stupisco del fatto che nel 2011 Google non riesce a calcolare percorsi urbani. Immagino che sia perché non ha accesso ai dati…


  • Massimo Moruzzi
    Posted on

    Massimo Moruzzi Massimo Moruzzi

    Author

    sce stanno li colli…


  • Anna Pallotti
    Posted on

    Anna Pallotti Anna Pallotti

    Author

    Il problema della viabilità a Roma è terribile, ma c’è da dire che il problema è molto più radicato di quello che sembra, proprio nella cultura moderna italiana: quella che ci ha portato a vivere la situazione odierna.
    Le strade sono mediamente larghe e raramente i mezzi pubblici hanno delle corsie preferenziali per le quali prendere l’autobus sia effettivamente un vantaggio; il mercato dell’automobile è talmente importante che è quasi difficile venire bocciati all’esame per la patente, basta guardare un po’ come guida la gente…

    All’estero, in alcuni paesi (so bene del Giappone, essendo molto interessata per passione personale), non è per niente un’esigenza quella di avere la patente e una macchina, in quanto i mezzi pubblici hanno lo spazio che serve e funzionano.

    Ricordo molto bene una particolarità (almeno rispetto all’Italia e a Roma) di Vienna: quella di avere una via occupata per 4/5 da marciapiede e solo 1/5 dalla carreggiata (qui è perlopiù il contrario), mai visto traffico… certo c’è anche una civiltà diversa, dove hanno ancora in funzione vetture molto vecchie ma tenute perfettamente: mai visto un graffito o segni di vandalismo.

    Io preferisco il mezzo pubblico (i collegamenti sono sempre stati un punto chiave per me sia nella scelta del posto di lavoro che del mio appartamento), e sogno di non dover pagare il biglietto o la tessera per prendere i mezzi: preferirei pagarli nelle tasse, perché sarebbe un bene per tutti e magari a quel punto la gente smetterebbe di creare traffico utilizzando auto semi-vuote (in genere ognuno va da sé, una persona in un’auto che ne potrebbe tenere 5), utilizzando il vantaggio del mezzo pubblico… senza che poi ci fosse oltretutto bisogno di pagare il personale di controllo, che per quanto è presente (assente) è praticamente inutile.

    Scusate per la logorrea, ma è un tema che mi è sempre stato molto caro!


  • Massimo Moruzzi
    Posted on

    Massimo Moruzzi Massimo Moruzzi

    Author

    ah, Vienna! (un milanese, quando sente parlare di Vienna…)


  • Alessandro Nasini
    Posted on

    Alessandro Nasini Alessandro Nasini

    Author

    Che mortorio… ma quanti abitanti ha Vienna?


  • Massimo Moruzzi
    Posted on

    Massimo Moruzzi Massimo Moruzzi

    Author

    come mortorio? se è pulita non c’è vita? 😉


  • Alessandro Nasini
    Posted on

    Alessandro Nasini Alessandro Nasini

    Author

    Beh, indubbiamente nel “pulito” c’è meno vita.

    Scherzi a parte, confrontare Vienna con Roma (per evidenti ragioni) non è possibile nemmeno in termini scala. Roma, nel bene e nel male, è una città unica ed i suoi problemi vanno affrontati con soluzioni specifiche.

    Da altre esperienze possono arrivare spunti e suggestioni, ma (temo) poco più di questo.


  • domizia
    Posted on

    domizia domizia

    Author

    Vedo che nel frattempo mi sono persa una bella discussione. Concordo anch’io nel dire che Roma non sia paragonabile a nessuna capitale europea sul fronte servizi. E devo dire che le capitali le ho girate quasi tutte e in alcune ho pure vissuto, quindi non è una frase fatta. Sui trasporti, poi, mi si colpisce nel vivo visto che sono pendolare in tutti i modi e sensi. Ne vogliamo parlare della stazione dei pullman Tiburtina, recentemente ribattezzata TIBUS dove ancora in alcune biglietterie (perché ce n’è una per ogni linea di pullman, chiaramente) si paga solo in contatti (bancomat più vicino a 2km)?
    Linea A fuori uso di notte tranne il sabato (ma per i pendolari la metro chiusa la domenica è un grosso disservizio).
    Mondo taxi: se non specifichi il percorso tu, sei spacciato. E devi sempre chiedere la ricevuta per cortesia! Devo dire che ultimamente ho trovato anche qualche eccezione ma, appunto, sono eccezioni.
    Ciò nonostante, devo dire che riesco a muovermi un po’ dappertutto ma purché rimanga circoscritta a zone centrali e limitrofe o servite da metro e grazie al fatto che vivo in centro.

    La soluzione non è facile ed è sempre integrata. Roma, per certi aspetti, ha dei vincoli che altre città europee non hanno, ma è anche vero che lo sforzo per superarli, questi vincoli, è piuttosto scarso. A questo si aggiunge anche il carattere dei suoi abitanti – non residenti compresi, s’intende – che sono abituati a lamentarsi ma mai a cambiare le proprie abitudini. Vedo tutti i giorni auto in doppia o tripla fila o parcheggiate sulle strisce, comportamenti che altrove sono sanzionati ma che qui sono diventati consuetudini tacitamente accettate.
    Il pedone è dannato se è normodotato, non parliamo dei disabili, una categoria che, sinceramente, non capisco come riesca a sopravvivere in questa città.
    Per concludere, per me vale la regola: più grande è la città, meno veicoli devono circolare e maggiore sviluppo devono avere i mezzi pubblici. Ma il discorso trasporti si lega ad un altro interessantissimo tema: la progettazione dei tempi e gli orari della città, il coordinamento delle attività per coordinare i flussi in ingresso e in uscita del traffico…ma questa è tutta un’altra storia, o no? 😉


  • Davide
    Posted on

    Davide Davide

    Author

    Liberalizzare il servizio di trasporto pubblico, totale deregolamentazione nella gestione delle licenze taxi, viabilità urbana anche da parte dei privati, ma privati veri non che vengono rimborsati dallo stato in caso di mancato guadagno.

    Tu ti ci sei trasferito a Roma, io sono nato e quando ho cominciato a viaggiare per il mondo non sai quanto ci ho sofferto.


  • Alberto
    Posted on

    Alberto Alberto

    Author

    ripeto: se non cerchiamo di cambiare noi le cose allora è inutile perfino lamentarsi (lo dico io per primo).


  • Anna Pallotti
    Posted on

    Anna Pallotti Anna Pallotti

    Author

    @Alessandro Nasini: il confronto con Vienna non era su un piano di organizzazione odierna, ma proprio sulla cultura e la mentalità che deve aver portato Vienna (una città comunque con una storia anche antica, non parliamo dell’America) e Roma ad essere quello che sono; vivo a Roma ma ho viaggiato molto per l’Italia e non mi pare che ci siano città di dimensioni simili a Vienna (414,90 km²) che abbiano anche una viabilità lontanamente paragonabile a Vienna, per cui credo che sia un problema sicuramente di tutta l’Italia.

    Per risolvere i problemi bisognerebbe che tutti cambiassero mentalità, capire che il bene di tutti è anche il bene di ciascuno… è lo stesso discorso dell’evasione fiscale e via dicendo. Viviamo in un paese di furbetti e sembra alquanto difficile fargli capire che tutti (anche loro) trarrebbero giovamento dall’essere onesti e avere un minimo di interesse per la comunità pubblica.