Grazie Sergio Bonelli (*). Pensando a te e a tutti gli imprenditori seri e corretti con i loro clienti ho deciso di inviare la seguente mail, per ora senza ottenere risposta.
Gentile Cremonini,
Ieri sono partito da Roma, prendo un caffè e una bottiglietta d’acqua da Chef Express - la ristorazione che viaggia, al bar d’angolo, quello dove stai in piedi all’aperto. Poi monto in eurostar. Sull’eurostar prendo un altro caffè e una bottiglietta d’acqua. Ecco la comparazione dei prezzi (aggiungo quelli di un bar in zona, tanto per dare un’idea):
Bar in zona termini:
- caffè: 65 eurocent
- servizio: macchina professionale, servito in tazza/vetro, cucchiaino in acciaio, bicchier d’acqua compresoRoma Termini:
- caffè: 80 eurocent
- servizio: macchina professionale, bicchiere e cucchiaino di plastica, 1/2 lt di acqua 1.10 euroEurostar:
- caffè: 1.10 euro
- servizio: macchinetta semi-professionale, bicchiere e cucchiaio di plastica, 1/2 lt di acqua 1.10 euroOra, le percentuali di aumento le potete calcolare da soli. Questi dati mi fanno pensare che non capisco molto del mercato del caffè e di come esso cambi man mano che ci si avvicina ad un treno. Quando chiedo queste cose ai commessi, poverini, mi dicono “ah guardi non è a me che lo deve dire”.
A chi lo devo dire?
Sul vostro sito c’è scritto molto sui vostri profitti, ma nulla sui prezzi dei vostri prodotti e del perchè essi subiscano variazioni di questo tipo, quindi vi chiedo gentilmente un po’ di delucidazioni. Soprattutto perchè ogni volta che viaggio spendo qualche euro per i vostri servizi.
Cordiali saluti,
un cliente insoddisfatto
(*) Sergio Bonelli è l’editore di Tex, Dylan Dog e altri fumetti che hanno fatto sognare generazioni di italiani. Sergio Bonelli è un imprenditore serio. Ogni volta che gli albi della sua casa editrice subiscono dei rincari di 200 lire o 20 eurocent, Sergio spiega personalmente questa necessità nella prima pagina di tutti i suoi fumetti. Si scusa e ci fa quasi sentire in colpa, noi che in fondo paghiamo così troppo poco un lavoro artigianale di molte menti, che ogni mese ci regala un piccolo sogno. [Torna in cima]
8 commenti ↓
Sei un grande!!
saluti
Termini è la sede del maligno, io l’ho sempre detto.
Ma a proposito della bonelli, Io ho letto svariati fumetti della casa per anni, poi per qualche caso del destino ho perso l’abitudine, ora giusto un albo ogni tanto…
Però anche se apprezzo moltissimo il fatto di “metterci la faccia” del presidentissimo, mi ricordo che quando ci fu l’aumento da 2500 a 2700 lire ci chiedeva di fare il confronto con cinema, libri ed altro. Lo stesso per il passaggio da 2700 a 3000, e se non ricordo male anche per quello da 3000 a 3500 (ma non sono sicuro delle cifre).
E vorrei sapere: lo fa ancora? perché ormai con il prezzo di un albo della bonelli mi compro un libro o ci prendo a noleggio 3 film e quasi ci vado al cinema..
E cmq nathan never è un mito.
Perche non gli chiedi anche che fine ha fatto la carne al botulino che la Cremonini (Montana,Texana, Bill Beef) esportava a Cuba e prima ancora in Russia vendendo gli scarti come carne di prima qualità e provocando morte e malattie?
http://www.report.rai.it/2liv.asp?s=225
ciao,
Roby
prendi MI-Crotone e poi vedi…….. Io lo prendo una volta a settimana e scendo ad Ancona. Ne ho viste di tutte i colori..
un fumetto è un prodotto editoriale di nicchia, del tutto artigianale, senza un sistema businness hollywoodiano dietro. non credo regga il paragone con il cinema.
cmq, ad ogni rincaro, Sergio Bonelli scrive personalmente una lettera ai lettori, con le motivazioni del rincaro.
credo sia un modo corretto e serio di gestire le cose.
ps: non so tu, ma qui a roma non si va al cinema con 2 euro e mezzo…
glielo chiederei volentieri. per ora la mail mi è tornata indietro, poichè il server mail risulta irraggiungibile…
beh con €2.50 no, ma con €3.50/4.00 di mercoledi si, nota il quasi nel commento precedente ;).
Comunque io sono d’accordo che sia un modo corretto di fare, e probabilmente hai ragione tu, l’industria del fumetto ha un’evoluzione differente. Anche perché credo che “piuma blu” l’unico editore italiano (a mia memoria) che ha tentato di “fare come bonelli”, cioè produzione completamente originale e distribuzione nelle edicole, ed allo stesso tempo ha tentato di mantenere i prezzi bassi misà che è fallito.
Siccome i cents mi stanno a cuore, segnalo questo istruttivo post di Mantellini.
Cose già note e che in Italia non scandalizzano molto di più di un caffè da 1 euro e 10 cents o dei bagni della stazione Termini a 70 centesimi.
Già. Se siete in stazio