Alberto Mucignat

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David Weinberger sull’architettura delle informazioni

30/11/2005

WebLife

8 Commenti

Con il suo consueto stile, David ha fatto un intervento ai professionisti delle informazioni, durante il quale ha spiegato che “le vecchie vie stanno morendo, se non sono già morte”. Pare che a questa affermazione siano seguite “risa nervose in tutta la sala”.

La cosa è interessante, anche perchè David, pur essendo un po’ provocatorio, ha giustamente sollevato il problema dell’organizzazione delle informazioni e della navigazione nel momento in cui stanno emergendo i tags e altre forme di relazioni tra contenuti. Non so esattamente di cosa stesse parlando, tiro un po’ a indovinare: tags, l’obsolescenza delle taxonomies, everything is miscellaneous, ecc.

Da qualche tempo cerco di capire se c’è un’attenzione a questi temi da parte di chi si occupa di IA, ma mi sembra quasi che se ne siano accorti. Nel talk al Linuxday, ho già espresso la mia idea a proposito, dicendo che le categorie stanno pian piano cedendo il passo ad altre forme di aggregazione dei contenuti (vedi lo schemino esemplificativo).

Premetto quindi pubblicamente che all’IASummit di Roma farò il guastatore (so già a chi chiedere consigli), ponendo queste osservazioni agli esimi relatori. Uomo avvisato… ;-)

ps: a proposito di Weinberger c’è anche questo simpatico siparietto finale

8 commenti ↓

  • #1 riffraff 01/12/2005 02:05

    non so se in effetti tutto ciò sia un problema per l’IA. In fondo tassonomie e folksonomie possono essere espresse facilmente in RDF, ed è abbastanza semplice applicare “vecchi” approci dell’IA ad RDF.

    Articolo che forse in qualche modo c’entra qualcosa:
    http://www.websemantico.org/articoli/RDFnot.php

  • #2 Davide 01/12/2005 03:53

    Dico la mia, cioè dalla parte di un utente nato vissuto da geek ma che da una decina di anni ha letto qualche libro e studiato un poco l’argomento, tra mid e pro-user, ma nonostante tutto non riesce ad organizzare i suoi bookmark in modo efficente: le categorie saranno sostituite dalle macro-categorie, i tag specificheranno il contesto.

    Considerando il più classico degli esempi, le tassonomie del mondo animale saranno costituite esclusivamente da rettili, anfibi, uccelli, mammiferi, pesci… i tag specificheranno quale rettile, quale anfibio, quale pesce…

    Ripeto: la mia visione è semplicistica, mi accorgo da me dei limiti, come individuare senza ridondanze un genere ed una specie,

    Cosa ne dici?

  • #3 Alberto 01/12/2005 05:52

    non ho avuto ancora occasione di documentarmi per bene sul web semantico, ma credo che la questione qui sia più “semplice”. si parla di come sta mutando il lavoro degli architetti dell’informazione. ti ringrazio del link, appena ho un attimo me lo guardo.

  • #4 Alberto 01/12/2005 05:55

    [quote]le categorie saranno sostituite dalle macro-categorie, i tag specificheranno il contesto[/quote]

    concordo, con alcune riserve. non sono contro le categorie, mi chiedo però come si possono mixare categorie e tags. per esempio potrebbe essere molto utile conoscere i tag più popolari della categoria “musica”, che saranno molto diversi da quelli di “politica”. adesso su technorati, i tag più popolari sono una pagina (quasi) inutile.

  • #5 Paolo 01/12/2005 14:42

    Sono assolutamente un novellino per quanto riguarda l’IA, ma leggendo gli articoli linkati dal tuo blog ho notato come una sorta di separazione marcata tra chi si occupa specificatamente di IA e chi si occupa – spesso in maniera “ossesiva” – di standard per il markup, perchè?

  • #6 Alberto 01/12/2005 15:04

    non capisco esattamente cosa vuoi dire.
    IA è una disciplina che si occupa di organizzare le informazioni di un sito web, mentre chi gli standard (html, css, ecc) sono dei linguaggi che servono a presentare le informazioni e renderle accessibili.
    da un certo punto di vista, le due cose sono legate, perchè la seconda è il mezzo che aiuta la prima a raggiungere lo scopo.
    da un altro punto di vista sono due lavori differenti, con delle parti comuni (il linguaggio con cui vengono rappresentate le informazioni).
    detto questo non capisco perchè dici che tendo a “separare marcatamente”…
    aiutami a capire. grazie, ciao

  • #7 Paolo 02/12/2005 01:04

    Naturalmente non era una critica personale :-) , ma solo la mia percezione.

    Tutto è nato leggendo in merito alla visione relazionale (collettore di informazioni tra loro in relazione) delle breadcrumbs (non come strumento per ritrovare la via), e mi sono chiesto cosa penserebbe un cieco esperto in accessibilità di tale sfruttamento delle briciole.

    Bè dalla mia esperienza personale un cieco tende a voler crearsi una idea mentale (immagine mentale) di un sito e poi passa alla fase di smangiucchiamento delle informazioni che si trovano all’interno. Come farebbe un bambino al buoi nella sua cameretta.

    Con questo non sto dicendo che l’IA non è interessata ad occuparsi di diverse categorie sociale che utilizzano il web (non pigliatemi per razzista), ma che fin ad ora non ho trovato un articolo o testo che si trovi in un punto equidistante rispetto al mondo degli architetti dell’informazione e a quello degli esperti in accessibilità.

    ciao :-)

  • #8 Alberto 02/12/2005 04:41

    credo che [b]architettura delle informazioni[/b] non significhi per forza anche [b]usabilità[/b] e/o [b]accessibilità[/b]. si tratta di organizzare i contenuti e di creare “schemi di navigazione”, principalmente.

    riguardo alle breadcrumbs, l’utilizzo che secondo te ne fa un [b]non vedente[/b] mi fa pensare che ancora ne so poco. è interessante il fatto che un non vedente abbia la necessità di avere più [i]“riferimenti logistici”[/i].
    mi pare quasi un paradosso, a rileggere bene [url=http://www.guuui.com/issues/01_05.php]navigation blindness[/url]. :-)

    cmq questo è un argomento che andrebbe analizzato meglio dal punto di vista -particolare- dell’accessibilità.

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