Alberto Mucignat

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Armi chimiche e la guerra sbagliata

AlbertoAlberto

ATTENZIONE! Questo post contiene degli errori, le leggi citate e le votazioni si riferiscono alla guerra in Afganistan e non a quella in Iraq.

Siamo andati per cercare armi di distruzione di massa. Non le abbiamo trovate. Le abbiamo usate noi.

Ho visto il video sul fosforo bianco usato a Falluja. Lo farò vedere ai miei genitori, ai miei amici, a tutti quelli che dicono “beh non è poi così ingiusta sta guerra”. C’è sempre un limite sottile, la differenza tra il giusto e l’ingiusto, il buono e il cattivo.

Per esempio, noi italiani siamo tutti corresponsabili, poichè siamo alleati in guerra contro l’Iraq. E’ bene saperlo casomai un giorno ci chiedessero il conto.

Sono andato a vedermi la legge n. 6 del 31/01/2002, quella con cui il parlamento italiano ha dato inizio alla guerra. Nel sito della Camera si può anche vedere come hanno votato i nostri dipendenti, quelli che ci rappresentano in parlamento, che sono delegati a prendere le decisioni per conto nostro:

PRESENTI: 416
ASSENTI: 202 (avevano meglio da fare?)
VOTANTI: 399
ASTENUTI: 17 (gli indecisi, insomma. eh beh, bravi, facile così)
FAVOREVOLI: 363
CONTRARI: 36

Questi che seguono sono quelli che hanno votato contro:

ANNUNZIATA ANDREA, BANDOLI FULVIA, BELLINI GIOVANNI, BIELLI VALTER, BUFFO GLORIA, BULGARELLI MAURO, CALZOLAIO VALERIO, CASERO LUIGI, CENTO PIER PAOLO, CIALENTE MASSIMO, COSSUTTA MAURA, DAMERI SILVANA, DE FRANCISCIS ALESSANDRO, DUCA EUGENIO, FIORONI GIUSEPPE, FUMAGALLI MARCO, GIACHETTI ROBERTO, GIANNI ALFONSO, GIORDANO FRANCESCO, GRANDI ALFIERO, GRIGNAFFINI GIOVANNA, LION MARCO, MARCORA LUCA, NICOTRA BENEDETTO, PANATTONI GIORGIO, PECORARO SCANIO ALFONSO, PETRELLA GIUSEPPE, PISA SILVANA, REALACCI ERMETE, RIZZO MARCO, RUSSO SPENA GIOVANNI, RUTA ROBERTO, SASSO ALBA, SCIACCA ROBERTO, TRUPIA LALLA, ZANELLA LUANA

Li ho copiati uno ad uno senza sapere di che colore sono, perchè mi piace ricordarli e ringraziarli.

Agli altri 363 favorevoli dico che hanno votato per una missione di pace, a precise condizioni e garanzie del nostro governo e degli alleati. Le nostre truppe vanno ritirate subito, perchè quello che è successo non è quello che volevamo.

Ah certo, comunque può essere che qualcuno si è inventato tutto, comprese le immagini dei corpi mutilati. Fate una cosa: guardate i video e per una volta decidete voi da che parte sta la disinformazione. E la colpa.

Altri ne hanno parlato.

ps: come obiettore di coscienza durante la guerra di D’Alema (favorevole anche a questa), ho preso un chiaro impegno a favore della pace. In guerra muoiono soprattutto civili, gente come noi.

pps: ci sono anche dei post e articoli in rete che sosterrebbero che il fosforo è un’arma convenzionale. Lo dicono gli esperti, non fa male. Quindi, ragazzi, a capodanno i botti col fosforo. Mettetevi i Rayban, come Martino.

Comments 8
  • Matteo Balocco
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    Matteo Balocco Matteo Balocco

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    Credo che buona parte degli assenti fosse in effetti presente ma avesse lasciato l’aula per protesta al momento del voto.


  • olipal
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    olipal olipal

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    Su http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchiesta/body.asp c’è il rinvio al testo della Convenzione dell’Onu del 1997 contro l’uso di armi chimiche e di distruzione di massa, oltre a testimonianze sul posto di operatori e medici raccolte da alcuni giornalisti. Per chi, come me, sperava che ci fosse qualche cavillo giuridico a giustificare la risposta degli Stati Uniti sulla legittimità dell’uso del fosforo bianco. Invece la Convenzione dell’Onu è stata firmata anche dagli Stati Uniti.
    p.s. l’inchiesta di Falluja è di Sigfrido Ranucci.


  • boh
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    boh boh

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    In effetti il 15 novembre e il 18 novembre a Falluja e CBNR ho dedicato 2 articoli, e dal 9 settembre scrivo contro le CBNR. Che roba! E sotto gli occhi di tutto il mondo..


  • Alberto
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    Alberto Alberto

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    l’astensione è una posizione, favorisce sempre la maggioranza. uno che lascia l’aula per protesta non prende le sue responsabilità. di fronte ad una scelta della vita, a noi comuni mortali tocca scegliere.
    soprattutto, una scelta se andare in guerra o meno, è una scelta che pesa sulla storia e su tutti noi.

    ricordo anche: le torture documentate, le uccisioni a sangue freddo documentate e apparentemente immotivate (sono nel video), i rapimenti inspiegati, Baldoni, Calipari. pensate solo che queste sono la punta dell’iceberg, quello che riusciamo a vedere. e fatevi due conti.

    [i]”Basta con l’ipocrisia dell’intervento umanitario (…) Abbiamo dovuto mascherare Antica Babilonia come operazione umanitaria perché altrimenti dal Colle non sarebbe mai arrivato il via libera”.[/i]
    [url=http://www.google.it/search?q=%22gustavo+selva%22+mascherare+%22antica+babilonia%22]Gustavo Selva[/url], [b]Presidente della Commissione degli Esteri della Camera[/b], riportate su Libero del 23/01/2005.

    se qualcuno in parlamento avesse un po’ di palle dovrebbe riportarci a casa e chiedere scusa a tutti. lasciando là il petrolio e affrontando i problemi reali del nostro paese.


  • Alberto
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    Alberto Alberto

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    Enrica purtroppo ho visto il video solo ieri per diversi motivi, per cui mi associo in ritardo.

    su internet c’è tutto, brava Oli che hai cercato il tassello che mancava (qualcuno sosteneva che il fosforo fosse un’arma convenzionale…).

    googlando ho trovato anche il sito dell’associazione [url=http://www.osservatorioiraq.it/]Un ponte per…[/url], se avete lo stomaco forte. hanno anche i feed rss, ma senza autodiscovery, siccome mi stanno simpatici gli mando il codice da mettere nel template 😉


  • .: glom. sei su MoRbiN
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    .: glom. sei su MoRbiN .: glom. sei su MoRbiN

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    In un eccellente articolo, Alberto spiega come il fosforo bianco non è un’arma così carina e "convenzionale" e indica, soprattutto, i parlamentari che hanno avuto quel briciolo di volontà necessaria a votare contro…


  • Alberto Mucignat
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    Alberto Mucignat Alberto Mucignat

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    Ringrazio Alessandra che mi segnala un grave errore nel mio precedente post sulla guerra in Iraq. La legge a cui facevo riferimento (L. 06/2002) si riferiva probabilmente all’intervento in Afganistan, mentre quella che si riferisce alla guerra in Iraq è p


  • inopera
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    inopera inopera

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    Manca poco. Davvero poco. Un paio di settimane e scoccherà l’anniversario numero TRE dell’ intervento americano – conosciuto meglio come guerra- in Iraq.
    E, avvicinandoci a quella data, scopriamo che sta esplodendo una vera e propria guerra civile.
    Con coprifuochi diurni annessi.
    Quelli della capitale irachena sono giorni tragici, e la loro eco si fa sentire forte qui nel nostro paese.
    Un escalation che negli ultimi mesi è esplosa a causa di una politica non chiara e certa del ritiro delle truppe, dello scontro di civiltà-religione provocato, a modo nostro, dalle magliette cretine da superman di Calderoli. La situazione è precaria e tanto preoccupante al punto che c’è chi ci mette in guardia da possibili attentati terroristici nello stivale.

    Nel mese di dicembre del 2004 l’elezioni “democratiche” dovevano aver chiuso una disputa e un processo che, iniziato come liberazione di un popolo costretto ad un regime dittatoriale, si era trasformato pian piano nell’occupazione dei territori e la continua presenza di eserciti stranieri.
    Quelle elezioni hanno ufficializzato la spaccatura all’interno del paese, e messo in contrasto i due movimenti religiosi principali, gli sciiti e i sunniti.

    Le conseguenze si vedono oggi.
    All’indomani della distruzione della moschea di Samarra, lo scontro nella città di Baghdad ha toccato livelli altissimi e nei giorni precedenti sono morti 150 persone in attacchi terroristici e vera e propria guerra armata.

    La politica internazionale passa inevitabilmente per la capitale dello stato iracheno in questi giorni.
    I legami che sono emersi tra Iraq e Iran e tra Iraq e stato di Palestina pongono l’estrema attenzione sulle dinamiche medio-orientali.
    Ci vorrebbe un’analisi opportuna dei grandi leader del mondo per aiutare a risolvere la terribile tela che è stata tesa ultimamente. Bisognerebbe domandarsi quanto questa situazione ha a che fare proprio con la guerra di liberazione-occupazione americana…
    Intanto il presidente Bush, tra una partita di golf e l’altra, si dichiara ottimista,
    e in Italia, il ministro della Difesa,Antonio Martino, annuncia che non ci sarà nessun cambiamento sulla tabella di rientro dei nostri soldati impegnati in Iraq.
    Ma come?! Non ho sentito bene?! Fino a ieri lo slogan del governo era “ saremo lì fin quando le autorità irachene lo vorranno”, e poi ha annunciato il ritiro a partire dal giugno 2006, e mai come ora che serve un aiuto a stabilizzare un paese in crisi, ve ne volete andare? E gli iracheni? E le autorità ?
    Sotto le bombe, nascosti nei bunker e nei rifugi, la popolazione irachena (con la paura di scoprire le introvabili armi di distruzione di massa…) non sa più se benedire o maledire il NOVE APRILE…