Gira in rete una rappresentazione di come si è evoluta la privacy di Facebook negli ultimi anni (via Tiziano Fogliata).
A parte le considerazioni sui problemi inerenti la privacy, trovo interessante la visualizzazione, che può essere utilizzata anche in fase progettuale.
Certo basterebbe una tabella, che forse sarebbe anche più chiara. Però la tabella ha poco appeal, mentre il modello a spicchi d’arancia ha riscosso un bel po’ di tam-tam in rete.
Come spesso accade, gli stessi dati in un formato diverso catturano un interesse maggiore. Insomma, questa è capace che funzioni anche coi manager.

3 commenti ↓
questo uso massivo delle infographics che c’e’ nell’ultimo periodo non mi pare che stia andando nella giusta direzione; perche’ sovraccaricare l’utente di inutile lavoro cognitivo solo per fargli decifrare un grafico (che, come notato nel post, in forma tabellare sarebbe di accesso immediato)? non e’ meglio che si sprema le cellule grigie per capire il significato dei dati e non come questi sono stati presentati?
ovviamente se l’utente finale e’ il manager ultrasessantenne-che-non-ne-capisce-una-mazza ma comunque il suo consenso serve per le scelte progettuali (in perfetto stile H.i.P.P.O.), allora un bel grafico totalmente incomprensibile ma molto “cool” con delle didascalie alla “supercazzora” di Tognazzi sono proprio l’ideale
aggiungo un articolo interessante sul cattivo uso delle infographics http://www.smashingmagazine.com/2010/05/10/imagine-a-pie-chart-stomping-on-an-infographic-forever/
saluti
ti ringrazio. sì, anch’io sono contrario all’infografica utilizzata alla supercazzola
certo, una via di mezzo dobbiamo trovarla per forza, poiché i manager vedono tutto il giorno tabelline di excel e probabilmente è per questo che sobbalzano quando vedono qualcosa di “cool”