Alberto Mucignat

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Random thoughts around web stuffs (è tutto un equilibrio sopra la follia)

marzo: 2019
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Anche la UK contro il wifi pubblico

AlbertoAlberto

Con ritardo abissale rispetto all’Italia anche in UK hanno recepito il Decreto Urbani, attraverso una legge chiamata Digital Economy Act 2010 che limita fortemente il wifi nei luogi pubblici e rischia di condizionare il florido mercato delle startup inglesi.

Lo spiega bene il mio amico Andy Budd, noto ux designer di Brighton e fondatore di eventi digitali tipo dConstruct dove si raccontano i migliori progetti web inglesi ed europei:

Large media business have effectively lobbied government under the spurious claim that without protection the future of the digital economy in the UK is at threat. However the future of digital isn’t locked inside a few big content companies distributing their goods electronically. The future of the digital economy is in empowering a creative class to produce new and as yet unheard of business opportunities on the web. So rather than protecting the digital economy, the Digital Economy Act will have the effect of protecting outdated business models and harming innovation in the UK and handing over initiative to more liberal and less restrictive countries.

[…] As such, many will stop providing open access for fear of disconnection, and the cafe working culture so important to the start-up community is at risk of coming to a crashing end.

Considering it’s taken so long to foster this culture, I think it’s going to be a huge loss to the digital economy and a terrible shame. How many potential Dopplers, Moos LastFMs are we going lose because of this? I wonder?

Devo dire che non ho letto la legge e spero che qualcuno lo faccia in Italia, ma mi vengono in mente comunque alcune osservazioni.

Nei singoli paesi europei, anche quelli che sembrano avere una cultura digitale più evoluta, la crisi economica sta portando a fare scelte resitrittive per salvaguardare le lobby e i vecchi business model.

Per me non è che un tentativo di allungare la vita a questi dinosauri, ma è un evidente harakiri: limitare il sottobosco di cultura digitale che ha animato la scena mondiale (vedi Dopplr, Last.fm, ecc) significa puntare poco sul futuro. Ed è pazzesco che siano proprio gli anglosassoni, che hanno una grande cultura di mercato, a fare questo errore.

Certo questo fa capire quanto sia grave la crisi in UK, ma a questo punto l’Europa sta decisamente lasciando carta bianca alla silicon valley e ai paesi in crescita con alta vocazione tecnologica (penso all’est europa, alla cina, ecc). Quando si dice il “vecchio continente”.

Per non finire distrutto, ti faccio però riflettere sulle frasi del post di Andy che ho evidenziato in bold: il futuro digitale non è racchiuso in poche grandi aziende che distribuiscono i loro beni digitalmente. Il futuro dell’economia digitale sta nell’investire in una nuova classe creativa per produrre nuove e sconosciute opportunità di business nel web.

Dal Decreto Urbani al Digital Economy Act, questo aspetto non viene ancora capito dal legislatore, grazie anche alle pressioni delle lobby. Il risultato è di lasciare gli innovatori digitali in un limbo di incertezza, limitando fortemente la cultura digitale e favorendo la famigerata fuga dei cervelli all’estero. Amen.

Comments 3
  • Massimiliano B.
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    Massimiliano B. Massimiliano B.

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    C’è sempre meno estero verso cui fuggire se questo è il trend che si sta affermando anche oltralpe. Gli abitanti di ogni ecosistema, anche quello digitale, hanno però la caratteristica di mutare ed adattarsi ad ogni cambiamento che non riescono a pilotare. Mi chiedo quale potrebbe essere la forma o la mutazione, di forma o comportamentale, che potrebbe permettere di rimanere produttivi e vincenti anche in questi casi.


  • Alberto
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    Alberto Alberto

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    mah, siamo “mutevoli” perché il nostro mercato è ancora ridotto e quindi possiamo reinventarci continuamente. ma contiamo veramente poco, that’s it.


  • Alberto Brandolini
    Posted on

    Alberto Brandolini Alberto Brandolini

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    Sottoscrivo il grassetto anche in ottica italiana. Credo che in una crisi, favorire la nascita di nuovi soggetti sia ancora più importante che puntellare i vecchi.