Alberto Mucignat

Alberto Mucignat


Random thoughts around web stuffs (è tutto un equilibrio sopra la follia)

maggio: 2019
L M M G V S D
« Ott    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  

Categorie


Social usability: una checklist (e le mie osservazioni)

AlbertoAlberto

Rilancio volentieri l’iniziativa di Gianandrea Giacoma e Davide “Folletto” Casali (entrambi amici e frequentatori del mio blog), di realizzare una checklist per valutare l’usabilità sociale di un social network.

L’usabilità sociale, in base alla definizione di Gianandrea, “è un attributo qualitativo che definisce quanto facile è realizzare interazioni social all’interno di una specifica interfaccia uomo-macchina-uomo“.

Puoi scaricare la checklist (pdf) e utilizzarla a piacimento per verificare l’usabilità sociale della tua piattaforma social.

In generale, sul tema ho alcune idee che spero di approfondire il 5 maggio durante il mio workshop a Better Software.

La prima idea è che non sono sicuro esista qualcosa che possiamo definire usabilità sociale come “attributo intrinseco” di un’applicazione web (in realtà Gianandrea la definisce “attributo qualitativo”, per cui non so se abbia un’idea simile alla mia, non ci siamo mai confrontati veramente).

La seconda idea nasce da una duplice osservazione: non è detto che un’applicazione sociale debba avere tutti gli attributi definiti nella checklist, ma soprattutto all’inizio bisogna scegliere bene quali avere e quali non avere.

Il design di un’applicazione prevede che si facciano delle scelte sulle funzionalità che potranno avere gli utenti. La strategia di design -lo dico da tempo- per me è prima di tutto scegliere cosa non fare.

Quindi, ad esempio, un social network ha tutto il diritto di non avere messaggi diretti tra gli utenti, ma solo i messaggi pubblici, se la sua natura non prevede quel tipo di interazione.

L’ultima idea è che ho sempre avuto difficoltà a lavorare con le checklist. Ci ho provato molte volte, anche perché di checklist sull’usabilità ce ne sono un sacco, ma preferisco di gran lunga una valutazione basata sul cognitive walkthrough.

Detto questo, stampo e incollo al muro la checklist, perché a ben guardare credo sia utile per il nostro lavoro. Se non altro a offrire spunti e idee, oltre a dare chiarezza nel progettare un’applicazione social.

Comments 12
  • Marilena
    Posted on

    Marilena Marilena

    Author

    ottima checklist! scaricata, mi tornerà utile 🙂


  • Gian
    Posted on

    Gian Gian

    Author

    Grazie Alberto della riflessione.
    Per quanto riguarda il primo punto, in generale la socialità è più pervasiva di quello che si pensi. Nello specifico i criteri della Usabilità Sociale si riferiscono ad una “potenzialità” sociale della applicazione ma non intrinseca, bensì relativa ad una più ampia contestualizzazione.
    Seguendo il resto dei tuoi pensieri, la checklist non poduce un “obbligo” di esaustività di tutti i punti, è uno strumento utile quando si devono affrontare sistemi complessi non facilmente riducibili ad un modello o teoria definitiva.
    Non solo condivido che sia importante il cosa “non mettere” ma aggiungo un concetto che ritengo fondamentale: spesso è meglio mettere vincoli e limiti per aumentare la probabilità di indurre determinati comportamenti negli utenti invece che abbondare nella offerta di possibilità e opzioni.
    Non so che ne pensi ma credo che questo mio ultimo punto di vista sia spesso un buon discrimine tra chi cerca di fare design sugli utenti intesi come sistemi psicologici e sociali da chi ha il focus sulla applicazione.


  • Alberto
    Posted on

    Alberto Alberto

    Author

    sull’ultimo punto siamo sicuramente allineati. sul resto, mi rimane da capire cosa intendo con “relativa ad una più ampia contestualizzazione”. 🙂


  • Gian
    Posted on

    Gian Gian

    Author

    Alberto, vuoi farmi riscrivere Mo.De. in un commento? 😀


  • Alberto
    Posted on

    Alberto Alberto

    Author

    cmq se non riesci a sintetizzare una teoria… 😉


  • Gian
    Posted on

    Gian Gian

    Author

    Aspetto tuoi modelli, teorie e strumenti 🙂


  • Alberto
    Posted on

    Alberto Alberto

    Author

    beh, è da anni che scrivo le mie esperienze, teorie e strumenti, in questo blog. solo che non ho ancora prodotto uno scritto tipo Mo.De. però prima o poi… 😉


  • Gian
    Posted on

    Gian Gian

    Author

    Diciamo molto in sintesi che i livelli della “contestualizzazione” sono gli obiettivi (Bisogni Funzionali), l’analisi dell’utente sul versante Flusso, Motivazioni Relazionali. Storia del network, figure significative, sottogruppi, ecosistema in cui è inserito il network, ecc, ecc.

    Capisci che forse un commento ad un post non è lo spazio più adatto; anzi mi farebbe piacere scambiare idee e pareri di persona quando ripassi dalle nostre parti 😉


  • Davide ‘Folletto’ Casali
    Posted on

    Davide ‘Folletto’ Casali Davide ‘Folletto’ Casali

    Author

    Un sacco di carne al fuoco, fantastico! 😀

    1. La socialità è intrinseca nel senso che ci sono strumenti, oggetti, attività, azioni che sono intrisecamente sociali, anche se magari lo scopo esplicito ne esula. Classico è l’esempio che facciamo sempre del walkman. La checklist permette di rendere visibili tali intrinsecità anche dove non sembra appaiano. 🙂

    2. E’ evidente che non è detto che debba avere tutti gli attributi! Essendo una checklist, deve essere il più esaustiva possibile – senza cadere in un eccesso – per coprire tutte le varie interazioni possibili. Ma il focus è una cosa fondamentale. Infatti, tramite questa checklist se uscissero tutti “punteggi alti” su tutte le voci probabilmente ci sarebbe da ripensare la strategia dell’oggetto, perché fra i migliori social network oggi esistenti nessuno a mio avviso è in grado di totalizzare voti alti su tutte quelle misure. 🙂

    3. Ti chiederei di rileggere un istante il mio post, che ha un paragrafo metodologico più ampio. Se leggi, uno degli step – denominato da me “User test” – che la checklist permette di condurre è del tutto analogo al cognitive walkthrough che tu segnali. Nessun problema, quindi! 🙂

    4. La risposta di Gian è corretta, ma fornisco una prospettiva ancora differente alla domanda. La metodologia Motivational Design presenta una serie di strumenti che si inseriscono nel dipolo “Utente – Servizio” e che permettono una più chiara connessione fra i due e fra gli utenti, tanto che utilizziamo il termine HCHI (human-computer-human interaction). Fra tutti questi strumenti, l’Usabilità Sociale rappresenta quello più lontano dall’utente e vicino allo strato tecnologico: questo significa che tutte le proprietà elencata come usabilità sociale sono “abilitanti” e non “esaurienti”. Sopra di essi
    va poi costruita tutta la dinamica delle relazioni sociali: cooperazione, co-produzione, emergenza di persone e contenuti, reputazione, etc.

    Spero di aver colto tutti i dubbi sollevati. 🙂


  • Alberto
    Posted on

    Alberto Alberto

    Author

    Davide grazie per le puntualizzazioni e vado a inginocchiarmi sui ceci per aver mancato la parte sul processo (in realtà è alla fine e probabilmente leggendo in fretta ho pensato che fosse il processo che vi ha portato a redigerla…).

    certo, per me i punti 1-2 sono quelli classici per le checklist (outline e analysis, dove analysis è quello “minimo” che caldeggio, mentre outline è quello che trovo abbastanza banale). devo dire che non avevo pensato ad utilizzare la checklist come “generatore dei task” per i test, bella idea. bella anche l’idea di fare poi un merge. ma in generale, se arrivi a questo punto (merge), anche per tempi/effort, diventa una vera e propria analisi dell’usabilità o della ux, quindi il valore dobbiamo intendere la checklist non come un tool veloce, ma come base per un’analisi più generale.

    sull’ultimo punto, avevo notato la vostra notazione h-c-h e mi è sembrato uno spunto interessante e avevo proprio pensato che l’usabilità sociale fosse un po’ troppo vicino allo strato tecnologico…
    niente da dire, spunti belli e importanti.


  • Alberto
    Posted on

    Alberto Alberto

    Author

    ultima osservazione consiglio: secondo me otterreste molta più visibilità se metteste su un blog comune per mode. evitate di dire 2 volte la stessa cosa con il rischio che uno debba sempre leggersi i 2 punti di vista e debba trovare “le differenze” tra uno e l’altro 😉
    inoltre, potreste decidere finalmente se scrivere in italiano o inglese e poi “rilanciare” solo il link dai vostri blog, per racchiudere le discussioni (come questa nel mio blog) in un unico posto.
    (sono sicuro che ci avevate pensato, però se magari vi serviva una “spintina”, eccola qua) 🙂


  • Davide ‘Folletto’ Casali
    Posted on

    Davide ‘Folletto’ Casali Davide ‘Folletto’ Casali

    Author

    Heheheh hai indovinato, ci stiamo già pensando. 😉