Alberto Mucignat

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Consigli per risolvere i problemi

Scritto il a proposito di Projects - 12 Commenti

Negli ultimi giorni ho risolto (almeno credo) alcuni problemi di lavoro che tiravo avanti da un po’ di tempo. A posteriori ho annotato sulla preziosa moleskine le cose che mi hanno aiutato a risolverli. Quello che segue è un piccolo corso alla risoluzione dei problemi. Enjoy! :-)

Visualizzare il problema dall’esterno
Questa prima regola vale in particolare per persone che, come me, si sentono spesso coinvolte emotivamente. Essere coinvolti è una cosa normale, non riuscire a visualizzare il problema è invece un limite.
La visualizzazione è importante, ecco come fare: immaginate di osservare voi e gli altri intenti a risolvere il problema. Guardatevi dal di fuori, da distante, pensate a quanto siete buffi così corrucciati. Guardate gli altri intorno a voi, che cercano una soluzione, osservate come vi guardano incazzosi o supplichevoli.
Questo aiuta una dissociazione del vostro io dal problema e, spesso, dalle proprie posizioni ideologiche che limitano fortemente il pensiero creativo. Magari non risolvete comunque, ma avete fatto un passo per diventare dei guru zen.

Fare continuamente molte domande
Spesso mi capita di dover risolvere dei problemi non avendo chiaro quasi nulla di quello che mi si chiede.
Allora inizio a far domande: le domande non portano subito risposte, ma favoriscono nuovi percorsi mentali.
Il principio vale anche all’inverso: una banale domanda o osservazione fatta da uno che non ne capisce una cippa può aiutarvi a sbloccare un pensiero creativo nella vostra testolina.
L’incalzare delle domande è ancora più efficace se è seguito dall’azione: mi siedo vicino a te, ti prendo la tastiera e scrivo io, prendo in mano quello che stai facendo, ti rubo il mouse e clicco all’impazzata, ecc.
Vedrete che questo accelera in maniera consistente la risoluzione dei problemi.

Semplificare
Una frase di Saint-Exupéry recita più o meno: la perfezione nel design non si ottiene quando non c’è più nulla da aggiungere, ma quando non c’è più niente da togliere.
Ridurre i problemi all’osso è una delle cose che aiuta a focalizzarsi meglio sul nocciolo del problema. Gli aspetti di contorno possono essere risolti con un “a questo ci pensiamo dopo”.
L’idea è anche quella di pensare a cosa è più semplice e a non pensare troppo ai problemi che possono sorgere.
Gli sviluppatori e i tecnici affrontano spesso l’aspetto dei problemi, delle implicazioni negative legate ad una certa scelta.
Pensare alla soluzione più semplice, più lineare, che comporta meno lavoro, che “complica” meno il sistema, che coinvolge meno persone, ecc. Togliere semplificare alleggerire.
La semplificazione aiuta molto ad avvicinarsi alla soluzione, è un buon indicatore di direzione, insomma.

Uscire dal vicolo cieco
Questo è l’errore più comune e più difficile da affrontare, anche per le implicazioni emotive che comporta. Credo che sia umano pensare che un problema non è risolvibile, forse anche perchè siamo pigri o poco motivati. In questi casi, se ci cacciamo in un vicolo cieco ci fermiamo a fissare il muro.
Per uscirne, bisogna chiedersi se il problema non stia da un’altra parte. Insomma, bisogna cambiare prospettiva, ripensando al problema in altri termini.
Utile in questi casi chiedersi: è veramente questo che voglio o che vuole il cliente? siamo sicuri che non si tratta invece di un problema economico o di organizzazione interna? e se il problema non fosse l’hardware ma il software?
Appena si apre uno spiraglio è importante ragionare con libertà sul nuovo aspetto, non ponendosi limiti, dissociandoci ancora di più.

Il pensiero creativo
Credo che ci siano molti libri che insegnano a pensare creativamente, anche perchè questo approccio è utile in tutte le cose della vita. Di sicuro molti di questi concetti sconfinano nella psicologia, filosofia, ecc. Quindi stiamo parlando di un tema che è stato affrontato da Socrate ai giorni nostri e che sicuramente inizia dalla conoscenza di noi stessi.

Comunque, la prima regola del pensiero creativo è che in qualche modo non dobbiamo essere parte del problema.
La seconda è che il pensiero deve correre nei prati, all’aria aperta, non tra vicoli bui.

I problemi ci accompagneranno sempre, dobbiamo cercare di affrontarli con serenità e forse un po’ più di filosofia.

Sono il più grosso maverick che tu conosca: se non ti risolvo oggi, lo farò domani, maledetto bug!

(non ringrazierò mai abbastanza Oli per tutti i preziosi consigli e suggerimenti)

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12 commenti ↓

  • #1 Francesco 09/11/2005 00:36

    Post bellissimo, non sapevo che eri pure filosofo :-) !! Anche a me piace molto lo zen….

  • #2 olipal 09/11/2005 00:41

    Mi hai salvato dall’uccidere mio fratello perchè non mi faceva usare il pc..! Posso stamparmelo e appenderlo sul muro? Graz :-)

  • #3 Alberto 09/11/2005 02:59

    conosco poco lo zen, avendo letto solo il libro del tiro con l’arco e qualche altra [url=http://stain.giovani.it/diari/201489/il+granchio+di+Chuang-Tzu.html]storiella[/url]

    mi piace chiamare zen quello che mi fa conoscere me stesso e crescere in armonia con le cose che mi circondano.

  • #4 Alberto 09/11/2005 03:02

    ma se non hai avuto accesso al pc, come hai fatto a leggere questo post? è sicuramente un paradosso zen.

    quindi il problema da risolvere mi pare quello di installarti sto cavo di rete o un access point wirelezz. uhm… dunque la soluz più semplice………..

  • #5 Aghenor 09/11/2005 03:18

    Ottimi consigli. ;)

  • #6 DvD 11/11/2005 17:51

    Ma tu sei la stessa persona con cui abitavo, ormai, 9 anni fa? Dispensi saggezza, illustri tecnlogia, filosofeggi.

    Bravo, quasi come tuo fratello. :)

    Cmq bel post.

  • #7 Alberto 12/11/2005 04:52

    già allora dispensavo sani consigli che ascoltavate irridendomi. si è visto la fine che hai fatto. :-)

  • #8 Alberto Mucignat 29/05/2007 03:02

    Mi ero quasi perso questa perla di Keith Robertson, che vale la pena leggere anche perchè è applicabile a qualunque progetto.

    Tra le altre, trovo infinitamente giusta la frase:

    The “problems” with almost any process start and end with people.

    Ogn

  • #9 andrew 12/11/2008 09:33

    ma xk nn fate un progamma dove si inserisce il problema e il computer lo risolve!!

  • #10 carmela 22/05/2009 17:21

    nono riesco a risolvere un problema di matematica!

  • #11 rosetta 15/10/2010 17:09

    un quadrato ha l’area di 2704 cm².Un rombo con una diagonale lunga 48cm ha lo stesso perimetro del quadrato.Calcola l’area del rombo. Risolvimelooo momo -.-”

  • #12 rosetta 15/10/2010 17:10

    plssssssss mi serve urgenteemeneteeeee ne devo fa ankora 2 >.<helppppppppppppppppppppppp nn esiste un sito nn a pagamento?!?!?!?!?!?!?!?

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