Alberto Mucignat

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Random thoughts around web stuffs (è tutto un equilibrio sopra la follia)

ottobre: 2017
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Applicazioni web comprensibili (e funzionali)

AlbertoAlberto

Navigation blindness è il post più illuminante che ho letto sul mio lavoro.
Riassumo i concetti principali per i pigroni:
1. L’utente persegue un obiettivo (goal). Fino a che non trova quello che cerca, non gli interessa altro.
2. L’utente usa le parole, segue le parole per ricercare il proprio obiettivo. Le parole (carewords, trigged words) sono il mezzo più potente per portare l’utente a trovare quello che cerca.
3. L’utente cerca il proprio obiettivo al centro della pagina e di solito ha un approccio click-and-back quando non trova quello che cerca.
4. L’utente tende ad ignorare i tool di navigazione (menù), i quali solitamente non hanno un approccio goal-driven.
5. L’utente è disposto a considerare altro (offerte, proposte) solo dopo che ha raggiunto il suo obiettivo, cioè quando entra nel “seducible moment”.

Sento già le vocine: Ma come è possibile? Conosco i miei utenti. Io SO come far navigare gli utenti nel MIO sito. Nel MIO sito gli utenti SONO DIVERSI. Senza il menù laterale, come fanno gli utenti a trovare quello che cercano?
Ovviamente questi ragazzi che fanno il web in america (non qui nell’italietta) hanno un po’ di esperienza e sono soliti far testare i propri siti a gruppi di utenti, analizzando dettagliatamente anche le loro percezioni visive. Da queste esperienze discende il cosiddetto page paradigm:

On any given web page, users will either…
– click something that appears to take them closer to the fulfilment of their goal,
– or click the Back button on their Web browser.
(The page paradigm, Mark Hurst)

I corollari dovrebbero essere sempre tenuti presenti nel realizzare un sito o un’interfaccia web:

– Users don’t much care where they are in a website
– Users ignore breadcrumbs and other navigational elements that don’t lead them toward their goal
– Consistency doesn’t help users

Queste osservazioni spiegano anche il successo di Wikipedia o dei blog in generale: la loro consultazione è semplice e non strutturata, segue il principio delle keywords. Inizialmente si ha la sensazione di perdercisi dentro, ma alla fine troviamo sempre qualcosa che ci porta verso i nostri interessi.

Esistono delle piccole regole per realizzare siti funzionali (che ricordano alcune regole del Test-Driven Development):

Designing a user experience with the Page Paradigm in mind requires three steps:
1. Identify users’ goals on each page.
2. De-emphasize or remove any page elements (or areas of a site) that don’t help to accomplish the goal.
3. Emphasize (or insert) those links, forms, or other elements that either take users closer to their goal, or finally accomplish it.

I case studies di Creative Good basati sul page paradigm mostrano un performance gain strepitoso. Rido nel pensare ai marketing-man o ai pubblicitari che si scapicollano per far clicccare gli utenti su un banner e capisco perchè i risultati migliori di una campagna li ottengono i “banner finti” o tutti gli altri stratagemmi per far cliccare l’utente…
Rido anche a pensare a quante ore passiamo magari a fare un albero dei contenuti o a pensare alla grafica di un menù o al flash da piazzare per “rendere gradevole l’aspetto del sito”.

Comunque se alcune di queste cose bene o male non suonano nuove, trovo invece molto stimolante il concetto di “seducible moment”, che poi è il sistema utilizzato da Amazon: alla fine dell’acquisto ti propone una serie di altri libri correlati. È il sistema meno invasivo e più rispettoso dell’utente e si capisce perchè Amazon sia stato l’unico sopravvissuto tra i siti di e-commerce. Sul “momento seducente” esistono altri post interessanti, per esempio: The search of Seducible moment.

In conclusione: l’utente è cieco quando cerca qualcosa, inutile distrarlo, tranne quando ha raggiunto il suo obiettivo. I menù laterali sono ignorati, la navigazione va integrata nel contenuto, al centro della pagina.

[Vedi anche: Applicazioni web comprensibili (in 10 minuti)]

Comments 5
  • Alberto Mucignat
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    Alberto Mucignat Alberto Mucignat

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    Visto che mi capita spesso di discuterne, puntualizzo la mia opinione sulle breadcrumbs, ovvero le mollichine-link utilizzate da molti siti web per indicare il percorso al contenuto che si sta leggendo.

    Le breadcrumbs NON servono per sapere “dove mi tr


  • Alberto Mucignat
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    Alberto Mucignat Alberto Mucignat

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    Consiglio la lettura di Taming your ‘target’ content, che offre tra l’altro una serie di osservazioni sulla completezza e prossimità dei contenuti. In pratica si tratta di definire i contenuti rilevanti rispetto a un dato argomento e di raccoglierli per a


  • Alberto Mucignat
    Posted on

    Alberto Mucignat Alberto Mucignat

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    Sono un (felice, per ora) utente EuteliaVoip, per il servizio di fonia/fax voip. Però vorrei fare un appunto sulla user interface per l’acquisto di credito online.

    Ecco come si presenta la pagina di Eutelia, una volta autenticati sul sito. Provate a ce


  • Alberto Mucignat
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    Alberto Mucignat Alberto Mucignat

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    Getting Real è una bella lettura estiva. Il libro è uscito da un sacco di tempo, ma vale la pena rileggerlo perchè è sintetico, essenziale, zen.

    E poi aiuta a mantenere i piedi per terra. Leggetelo anche a pezzi, ma leggetelo.

    Nella sua semplicità,