Alberto Mucignat

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Random thoughts around web stuffs (è tutto un equilibrio sopra la follia)

ottobre: 2019
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Progettato o ingegnerizzato? (ovvero Tumblr contro Posterous)

AlbertoAlberto

Andrea Beggi mi ha segnalato un interessante articolo che analizza la differenza di progettazione tra Tumblr e Posterous, sostenendo che quest’ultimo non è progettato, ma ingegnerizzato.

Posterous is an engineered product, while Tumblr is a designed product.

La cosa è interessante, anche perché di recente ho citato Posterous nella mia presentazione al Digital User Experience Festival. Secondo me Posterous ha reso efficacemente l’idea che “non serve iscriversi, basta una mail”.

Però significa puntare tutto su una funzionalità, anzichè sulla user experience:

In fact, that sign-up-via-email feature: engineering feature. […] Very long signups can discourage users, but by God, pulling up their email client, finding a picture or a video to post, attaching it, and emailing it to post@posterous.com (or is it new@posterous.com? posterous@posterous.com?), that’s easier! It’s exactly the kind of thing where an engineer thinks “Oh, nobody does that, I’ll do that, that’ll be cool!” but in real life it’s useless. I mean, posting by email is a nice feature. But it’s not a killer feature.

E ancora:

Meanwhile Posterous is typical of the Silicon Valley engineering mindset where everything is measured, ranked, weighted. It’s like Google. And having terrible design like Google is great if you have a technology edge. But if you’re in a market where what matters is design edge, that’s not enough. There needs to be great design, by which I don’t mean looks (though they’re important), but how it works for the end user. […] for consumer web apps today, design matters more than technology.

Tra Posterous e Tumblr io ho scelto da tempo immemore Tumblr e l’ho anche definita una delle interfacce più semplici che abbia mai utilizzato. Tempo fa ho provato anche Posterous, ma poi non ho capito bene come funzionava e ho lasciato stare.

Ecco, oggi ho la conferma del perché: design matters more than technology.

ps: con questo post mi inserisco sulla diatriba nata dall’articolo di Norman, che ha dichiarato che nell’innovazione è più importante la tecnologia rispetto ai bisogni dell’utente. Secondo me, Don sto giro ha preso un granchio.

Comments 32
  • Matteo Balocco
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    Matteo Balocco Matteo Balocco

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    Attenzione però Alberto, perchè l’innovazione tecnologica può creare/indurre nuovi bisogni nell’utente. Non mi riferisco alla deprecabile pratica del “disease mongering” ma al fatto che alcuni bisogni diventano irrinunciabili per l’utente solo grazie al fatto che sono stati introdotti a suo tempo dalla tecnologia (es. la reperibilità via cellulare).


  • Alberto
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    Alberto Alberto

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    si vero, ma qui non volevo continuare la diatriba su tecnologia/design, anche perché è un po’ come la guerra tra linux/windows o apple/windows… qui si parla di prodotti differenti: uno che è stato progettato per essere efficace, l’altro che pretende di essere efficace solo perché ha un vantaggio tecnologico.


  • Matteo Balocco
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    Matteo Balocco Matteo Balocco

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    Ma sul contenuto del tuo post, e le sue conclusioni, sono d’accordo al 110%. Io mi riferivo al giudizio che davi sulla dichiarazione di Norman, che personalmente non trovo così sbagliata a priori. La tecnologia continua a essere a mio parere un driver rilevante, sia perchè è in grado di dare risposte a problemi esistenti, sia perchè è in grado di dare risposte a problemi che ancora non esistono. Poi è evidente che non si può pensare di dare risposte unicamente basandosi sulla tecnologia. Posterous docet e tu lo hai spiegato benissimo.


  • Tommaso Baldovino
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    Tommaso Baldovino Tommaso Baldovino

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    Discorso interessante, avevo letto il post in questione, e credo che il ragionamento alla base sia giusto. Ciò non toglie che Posterous sia un ottimo esempio di come “evitare” la registrazione, ho in programma di parlarne anche io a Cultura senza barriere 🙂


  • Alberto
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    Alberto Alberto

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    siamo d’accordo, ma come vedi continuiamo a discutere sul mio ps 😉


  • Matteo Balocco
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    Matteo Balocco Matteo Balocco

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    Discutiamo sul PS perchè è il punto che NON ci vede d’accordo. 🙂


  • Alberto
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    Alberto Alberto

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    tommaso: magari cerca di capire se ci sono soluzioni “accessibili” 😉

    matteo: si, chiaro. il fatto è che la tecnologia viene prima e basta, ma oggi la competition è sulla ux (a parità di tecnologia). siamo daccordo almeno su questo?


  • Matteo Balocco
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    Matteo Balocco Matteo Balocco

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    Io credo di aver capito il tuo punto, Alberto, ed è giusto che tu, sul tuo blog, spinga sulla UX. Epperò prima viene la tecnologia, poi la sua applicazione, che può essere anche totalmente avulsa dall’utente (non per nulla le prime applicazioni tecnologiche non militari, spesso, sono di tipo artistico) e poi arrivano i prodotti. La filiera che porta alla UX è lunga. A parità di tecnologia la competition è sulla UX? Forse, ma non sempre. Di certo, in un dato momento di maturazione di un contesto, la UX è un aspetto irrinunciabile. Su questo siamo d’accordo. Ma non in ambito di innovazione, bensì di consolidamento di un ambiente di azione.


  • Davide ‘Folletto’ Casali
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    Davide ‘Folletto’ Casali Davide ‘Folletto’ Casali

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    Perdonate il crosslink, ma segnalerei questo:
    http://j.mp/9JKUBH

    “Experience IS product” 🙂


  • Alberto
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    Alberto Alberto

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    grazie davide e grande Merholz: anche se ormai ha un paio d’anni, quell’articolo dovremo inviarlo a tutti i marketing manager italiani.

    qui la questione però è po’ oltre. e con matteo ne discutiamo da tempo immemore. purtroppo Matteo, prima o poi anche tu capirai che la difficoltà di fare innovazione per molte aziende non dipende dalla tecnologia (che ne hanno fin troppa), ma dal capire come utilizzarla al meglio. dico questo ben sapendo che la tecnologia è importante, okkei?


  • Davide ‘Folletto’ Casali
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    Davide ‘Folletto’ Casali Davide ‘Folletto’ Casali

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    Si, il senso in quella discussione era più delineare che è una questione di approccio e non di termini in sé: tu e Matteo avete due approcci differenti alla questione e questo è dettato da molti fattori sia endogeni (personali) che esogeni (società, cultura, lavoro), non tanto – credo – del fatto che siate in disaccordo sui singoli elementi.

    L’articolo di Merholz fa notare come sia anche possibile strutturare un approccio sinergico fra i due elementi, che è un’altra via ancora. Ma anche questo, talvolta non è possibile. 🙂


  • Davide ‘Folletto’ Casali
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    Davide ‘Folletto’ Casali Davide ‘Folletto’ Casali

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    Ma la mia domanda alla fine continua ad essere: perché il tuo blog si ostina a rimuovere gli spazi fra i paragrafi nei commenti? 😀


  • Alberto
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    Alberto Alberto

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    sai che non lo so nemmeno io? è una cosa che da fastidio anche a me! 🙂
    qualcuno ha idea di quale configurazione wpress può aver causato questo?


  • Tommaso Baldovino
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    Tommaso Baldovino Tommaso Baldovino

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    serve una correzione sul css…. adesso il margine dei paragrafi è azzerato: .comment .entry p {margin: 0 0 0 180px;}


  • Alberto
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    Alberto Alberto

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    oh, grande tom! vado a cambiare.


  • Alberto
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    Alberto Alberto

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    ho messo 1em, pare che funzioni adesso. grazie mille!


  • Matteo Balocco
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    Matteo Balocco Matteo Balocco

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    Ma forse sono io che non riesco a focalizzare bene, per carità… del resto il buon Alberto piazza sempre dei P.S. che aprono voragini su nuovi fronti e quindi si rischia di discutere su piani differenti.
    Quello che non capisco io, e quindi a questo punto vi chiedo di chiarire, è se davvero pensate che la UX porti innovazione. Io – la sparo grossa – credo di no. Credo che questo competa alla ricerca tecnologica e punto. L’experience fa altro e lo fa, generalmente, in mercati maturi. Se volete, piuttosto, migliora e prepara il terreno per il prossimo salto. Come ho scritto su FF una cosa è fare qualcosa di nuovo, un’altra è fare qualcosa meglio. Su questo, mi sembrava di essere in linea con quanto scritto da Alberto nel post, ma in pieno disaccordo sulla sua chiosa riguardo a Norman.


  • Alberto
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    Alberto Alberto

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    mi pare che tu abbia segnato un punto a tuo favore “la tecnologia è innovativa e la ux è migliorativa”. bene. se non fosse che ajax è stato inventato da Garrett, un designer quindi. cioè, non so se l’ha inventato proprio lui, però gli ha dato il nome. e che fosse lì a dargli un nome, mi pare significhi che era lì che cercava di “stretchare” la tecnologia per piegarla ad un’esigenza di design. e di cose così ne accadono ogni giorno. insomma, è l’esigenza di design che “fa fare salti” alla tecnologia o la ricerca tout-court? (mi accorgo che potremo andare avanti per secoli e qui la gente non ne può più forse)


  • Davide ‘Folletto’ Casali
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    Davide ‘Folletto’ Casali Davide ‘Folletto’ Casali

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    Uhm…

    Dipende: cosa intendi per innovazione? 🙂

    Mi sembra che tu indenda “qualcosa di nuovo”, ma er… da che punto di vista? Capisci che non è semplice. 🙂

    Magari un esempio, che ci permetterebbe di ragionare meglio. 😉


  • Alberto
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    Alberto Alberto

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    ma no, qui è matteo che deve fare esempi: cosa intendi matteo per “far fare un salto” e innovazione? 🙂


  • Davide ‘Folletto’ Casali
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    Davide ‘Folletto’ Casali Davide ‘Folletto’ Casali

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    Si parlavo a lui, ti sei messo in mezzo con la tua risposta 😛 😛 😛


  • Matteo Balocco
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    Matteo Balocco Matteo Balocco

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    Sì Foll…hai ragione, mi sono espresso da schifo, scusami. Credo che Alberto abbia compreso il mio punto, in ogni caso.
    Ora… Garrett ha coniato il termine Ajax nel 2005? Io, sbaglierò, ma usavo XHR nei siti che sviluppavo in domino un anno prima almeno e non lo chiamavo Ajax, ma sapevo a cosa serviva quella tecnologia. Ricordo un articolo di Drew McLellan in proposito, sul suo blog, datato fine 2004. E se XHR è abilitato in IE/FF/OP/S non lo si deve a Garrett.
    Spero che non si arrivi a dire che UX è trovare delle label accattivanti. 😉

    Cosa intendo per innovazione? Credo che sia un esercizio difficile e posso provare per esempi in negativo, magari. Innovazione non è fantasia e non è creatività, nemmeno immaginazione, per esempio.

    Quindi un concept (per intenderci MAG+ di Bonnier) non fa innovazione. Questa è possibile solo attraverso l’abilitazione tecnologica.

    C’è un video stupendo del solito Munari, al riguardo: http://www.youtube.com/watch?v=yZqE8h3hPPk.

    Non so, non credo di aver esaurito il discorso. Anzi, sono qui per imparare. 🙂


  • Matteo Balocco
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    Matteo Balocco Matteo Balocco

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    Aggiungo il video di Pranav Mistry, al TED indiano. Quello, a mio parere è un buon esempio di come l’ingegnerizzazione possa essere un buon driver per il miglioramento del”esperienza.


  • Matteo Balocco
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    Matteo Balocco Matteo Balocco

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    Poi ovviamente credo che siamo tutti consapevoli che l’innovazione sia il risultato di un continuo alternarsi tra sviluppo tecnologico e ottimizzazione progettuale d’uso. E’ questo quello che intendevo per “prepara il terreno per il prossimo salto”.


  • Davide ‘Folletto’ Casali
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    Davide ‘Folletto’ Casali Davide ‘Folletto’ Casali

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    Ti farei una domanda: e che cosa è XMLHTTPRequest se non una interfaccia, ovvero la user experience, di un programmatore? 🙂

    Tutto quello che ha fa XHR è rendere disponibile a JavaScript una libreria semplice ed intuitiva invece di dover utilizzare, a scelta, uno di questi: Java, iframe, C applet, browser extension.

    La domanda quindi è: si tratta di un buon esempio di innovazione? Tecnologica? Non è XHR un caso di buon design centrato sull’utente, ove l’utente è il programmatore?


  • Matteo Balocco
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    Matteo Balocco Matteo Balocco

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    Davide, la tua prospettiva è affascinante, ma secondo me si rischia di entrare in un ambito molto delicato e spinoso. Io, se Alberto non avesse introdotto l’argomento, non avrei portato Ajax come esempio di tecnologia (anche perchè è un mix di tecniche, piuttosto). Mi sono semplicemente limitato a rispondere a tema e lì voglio fermarmi. Poi ho portato anche altre considerazioni in proposito e se vogliamo, parliamo di quelle. Ma prima consentimi di tornare alla tua “provocazione” precedente. Trovo che sia un argomento affascinante perchè – non voglio saltare troppi passaggi ma alla fine lì si va a parare – porta alla conclusione che l’innovazione tecnologica altro non è che il risultato della UX applicata all’ingegneria. Ma a quel punto si spariglia tutto il senso del post di Alberto.


  • Davide ‘Folletto’ Casali
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    Davide ‘Folletto’ Casali Davide ‘Folletto’ Casali

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    Heheheh a dire il vero la mia posizione “finale” è che – come hai detto sul tuo post – è un po’ come discutere dell’uovo e della gallina. Perché personalmente ritengo che non ci sia una separazione netta.

    Forse – forse – l’unico ambito in cui c’è reale innovazione è la ricerca scientifica, perchè vengono “scoperte” cose nuove che prima non si sapevano: lì c’è uno scalino, fra prima e dopo. Poi, alcune hanno un immediato riscontro tecnologico, altre no.

    Quando vai a fare invece applicazioni pratiche, io credo che si tratti solamente di dove tu ponga, di volta in volta, lo “slider” di sfumature fra tecnologia e UX, ed è il motivo per cui ho portato all’inizio l’esempio di Merholz: seppure implicitamente ti fa interrogare su cosa sia uno e cosa sia l’altro.

    Perché alla fine, cos’è il TCP se non la scelta di alcuni uomini di modulare un segnale in un certo modo? Ovvero, il design tecnologico del segnale? E le API cosa sono se non il design della UX di un programmatore? E così via. Non ci sono degli “scalini” reali che ti fanno dire che prima le cose erano in un modo e poi in un altro. E’ un po’ il motivo per cui l’iPhone non fa gridare al miracolo: è “solo” un telefono touchscreen. Come altri. Boh. Può darsi. E lo schermo OLED? Beh è una evoluzione degli schermi piatti. Etc.

    Quindi non so, personalmente io in questo genere di ragionamenti tendo ad estremizzare da un lato e poi dall’altro per poi capire che non c’è una “soglia” che ti permetta di identificare chiaramente dove c’è uno stacco.

    E da qui il “problema”. 🙂


  • Alberto
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    Alberto Alberto

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    detto tra noi, ho citato garrett perché lo ritengo un caso limite della giunzione design/engineering in ambito web. poi, siamo in italia, facciamo a chi la sa più lunga e arriviamo a parlare di tcp. va bene: io usavo le bbs nel 92, okkei? e i mud. e ho usato il vax quando per compilare aspettavi ore e ho programmato in pascal, assembler, c, java, asp, php, python, ecc. e sapete una cosa? e sapete una cosa, alla fine produci sempre qualcosa che si interfaccia con un umano (hci o chi, come lo volete chiamare). e alla fine la differenza è nell’utilizzo, nell’esperienza d’uso, punto e basta. poi, non sono mai stato un nazista e matteo ha ben capito che magari semplifico un pochino perché bisogna prendere una posizione decisa per cambiare le cose. ma resta il fatto che dobbiamo iniziare a pensarla dalla parte opposta. that’s my opinion.


  • Matteo Balocco
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    Matteo Balocco Matteo Balocco

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    Amen (anche se…)


  • Alberto
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    Alberto Alberto

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    anche se? (non volevo stoppare la discussione, anche se forse ci ho provato) 🙂


  • Davide ‘Folletto’ Casali
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    Davide ‘Folletto’ Casali Davide ‘Folletto’ Casali

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    Si, ci sei riuscito abbastanza bene. 😀