Livia Labate ha scritto un post molto stimolante a proposito di Ricerca e navigazione. In particolare, mi è rimasta impressa questa frase:
Historically I had been taught and understood search and browse as distinct elements – which they are visually and from a UI elements standpoint – but from a behavioral perspective, they really are not, rather, they are part of a continuum. A spectrum of discovery behaviors if you will.
Ecco, da anni pensiamo che la navigazione sul sito e la ricerca interna siano due cose separate. Invece sono due facce della stessa medaglia, o meglio fanno parte di uno stesso “continuum” che Livia chiama “spettro del comportamento di scoperta” e che trovo una definizione illuminamte.
In pratica, non possiamo pensare che navigare o ricercare siano due cose diverse: l’utente ha sempre un obiettivo (un contenuto da cercare o un libro da comprare) e utilizza il metodo più efficace per raggiungerlo.
Dobbiamo quindi concentrarci sui comportamenti di navigazione/ricerca: analizzare e impostare il sito per supportare tali comportamenti.
Da tempo testo con gli utenti la trovabilità dei contenuti all’interno di un sito. E solitamente, invece di utilizzare i menu e i link, gli utenti preferiscono utilizzare la ricerca. È probabilmente un effetto della familiarità con l’uso di Google.
Di solito, un utente messo di fronte a un sito web con il compito di cercare un certo contenuto ha un comportamento talmente semplice da essere disarmante:
- cerca un link che sembra lo porti vicino al contenuto che sta cercando nei menu e nei link in homepage
- se non trova un link, cerca il form di ricerca interna e prova a fare una ricerca
- se non trova il form di ricerca o con la ricerca interna non trova niente, allora va su Google.
Spesso il processo con cui si passa dal punto 1 al punto 2 (e poi al punto 3) è piuttosto rapido. È uno dei tanti “effetti Google”: so che su Google di solito trovo quello che mi serve, quindi se un sito non è abbastanza veloce da portarmi a un contenuto pertinente, andare su Google di solito è la soluzione più efficace.
Insomma, nella mia esperienza la ricerca nei siti è molto sottovalutata, eppure è fondamentale per non perdere utenti. In effetti, il primo consiglio di usabilità generale è quello di avere una buona ricerca.
Il mio consiglio finale: se non avete una buona ricerca interna, utilizzate la ricerca nel sito di Google. Mal che vada l’utente ritorna.
ps: per i miei aficionados, ne avevo già parlato tempo fa in un post dal titolo: Il motore di ricerca migliore.
2 commenti ↓
Per avere una corretta indicizzazione, sia nella ricerca interna che in quella di google, bisogna comunque “scrivere per il web” correttamente sfruttando le parole chiave e le frasi giuste.
si, il content management è un altro punto importante, che viene sicuramente prima. ma qui si parla di “struttura” e di come “far trovare i contenuti all’utente”. parte tutto dal contenuto, ma se non strutturi bene la navigazione e la ricerca…