Alberto Mucignat

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Random thoughts around web stuffs (è tutto un equilibrio sopra la follia)

ottobre: 2019
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Il motore di ricerca migliore

AlbertoAlberto

Interessante spunto di Maurizio Pellizzone, che mi permetto di analizzare per amor di entropia. La questione (semplificata) è la seguente: il cliente vuole un motore di ricerca che dia un peso maggiore alle keywords presenti nel titolo piuttosto che nella descrizione.

In pratica, si vuole che il motore faccia uscire prima i risultati che contengono nel titolo la keyword ricercata e poi quelli che la contengono nella descrizione.
La soluzione di Maurizio è interessante e va bookmarkata, per averla pronta all’occorrenza.

Anch’io spesso ho avuto la tentazione di pensare a questo metodo, ma ora tento di risolvere la questione in altro modo: di solito sconsiglio questo approccio.

Non sono un profondo conoscitore di algoritmi di ricerca, pur avendo realizzato alcuni motori, ma sono un empirico, quindi mi baso sull’esperienza.

Le cose principali che ho imparato nel tempo sono le seguenti:

1. Non posso decidere al posto dell’utente

Non posso sapere a priori se e come un utente ha l’esigenza di ricercare una parola all’interno di un database. Non posso sapere se lui darebbe più peso a quella parola in base al fatto che appaia nel titolo piuttosto che nella descrizione.
Questo è un corollario della regola base su internet: il filtro è sempre l’utente, a lui spetta la scelta finale e ogni tentativo di sostituirsi all’utente è vano.

2. Non esiste un’algoritmo perfetto

La ricerca di un algoritmo perfetto è una battaglia persa. Cercando con diversi algoritmi le 100 keywords più ricercate nel vostro sito noterete che ci sono dei casi particolari per cui gli accorgimenti che avete adottato per migliorare i criteri di ricerca creano dei comportamenti inaspettati. Non c’è soluzione a questo problema, la perfezione non la fa nemmeno Google.

3. Il “miglior risultato” deve essere contenuto nei primi 10

La Google rulez garantisce una possibilità di errore senza impazzire troppo. Se i primi risultati non soddisfano pienamente, c’è la possibilità che comunque uno dei primi 10 risultati sia esattamente quello che si aspetta l’utente o che ci arrivi molto vicino.

4. Il motore di ricerca non è la soluzione totale

Se il risultato perfetto è una chimera, è però possibile che quello che ho trovato sia molto vicino a quello che cerco. Quando consulto un contenuto e trovo che non è esattamente quello che cerco, la ricerca deve poter continuare: un meccanismo di risultati correlati è un buon approccio per far avvicinare l’utente al suo obiettivo.

Gli ultimi due punti aiutano a capire che in realtà l’importante è avvicinare l’utente a quello che cerca. L’utente deve avere sempre la percezione di avvicinarsi al suo obiettivo. Il resto -secondo me- è pura accademia.

Per concludere, segnalo la ricerca fulltext di MySQL: applicata a tutti i campi di un database (titolo, keywords, descrizione, testo, categorie, ecc) è un’ottima ed economica soluzione di facile implementazione.
Le possibilità che offre sono molto varie e in futuro sono in programma nuove interessanti features.

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