A quanto pare i cosiddetti link addizionali di Google sono più utili delle voci che appaiono in homepage.
Non ci avevo mai fatto caso, ma ieri volevo conoscere l’orario della partita Italia-Samoa, quindi ho cercato federugby su Google e ho avuto questo risultato:
Ho cliccato subito su Cariparma Test Match 2009, andando sulla sezione giusta del sito.
In realtà, guardando solo il menù del sito della federazione la ricerca non era così facile (anche se poi le info che cercavo erano comunque in homepage):
I link addizionali di Google vengono generati automaticamente e rappresentano le sezioni del sito più rilevanti secondo i parametri di Google, che sono definiti dal PR delle varie pagine e da parametri di linking (quindi quello che gli “altri siti web” ritengono importante all’interno di un certo sito).
In pratica, Google sopperisce alla cattiva organizzazione dei siti web dal punto di vista dell’architettura dell’informazione, sostituendosi ai menù del sito che sono spesso fatti male e senza logiche centrate sugli utenti.
Alcuni spunti e idee:
- il fatto che vengano usati i link addizionali di google significa che molti siti web sono organizzati male
- si potrebbe cercare i link addizionali di un certo sito e riorganizzarlo partendo da questi o tenendoli in considerazione come contenuti primari
- in realtà credo che i link addizionali si possono facilmente individuare come le sezioni/pagine con più accessi all’interno del sito (in particolare quelli con “source da google”).
Una riflessione finale: se Google aiuta gli utenti a ricercare più facilmente anche all’interno della “struttura del sito”, che fine farà la figura di architetto dell’informazione?
Possiamo pensare di continuare a progettare male i siti web, tanto ci pensa Google ad aiutare gli utenti?
Io credo che Google persegua un obiettivo: aiutare l’utente a trovare quello che cerca il più facilmente possibile. Il suo focus non è sostituirsi ai siti web, ma aiutare gli utenti a trovare informazioni.
D’altra parte i siti web organizzati male hanno un altro obiettivo: dare un’idea di sciatteria e imprecisione all’utente, con chiare ricadute sull’amato brand.


8 commenti ↓
…quindi il fatto che per http://www.anonimarmonisti.com i link addizionali di Google rispecchino esattamente la mia organizzazione del sito e della navigazione va ritenuto come indizio (se non prova) di successo!
Ottima notizia, in periodo di ristrutturazioni…
oppure più semplicemente avendo solo 5 pagine…
e del breadcrumb nelle SERP che mi dici?
ma io ancora non le vedo. forse ti riferisci alle ricerche correlate che adesso appaiono anche in alto?
Ciao, non sono d’accordo sul punto uno.
Infatti i link addizionali non sono sintomo di siti organizzati male, bensì Google tiene conto delle richieste degli utenti: più una sezione è visitata/cercata, più esso favorirà la creazione dei link addizionali.
Se guardi infatti sul mio blog, le sezioni sono selezionabili tutte a parità di metodo di navigazione, ma sono evidenziate comunque maggiormente la sezioni più richieste: tutorial, forum, risorse, seo, etc.
Non tutto è sempre riconducibile alla disciplina della struttura di un sito, ma soprattutto quando c’è google di mezzo, alla sua indicizzazione
lauryn, evidentemente il tuo sito è strutturato bene
comunque ti ringrazio, forse hai ragione, non si capisce bene quello che vorrei dire.
in realtà non conosco il “perché” google abbia introdotto quei link, ma posso ipotizzare che sia dovuto a dare un migliore servizio agli utenti, ben sapendo che la maggior parte dei siti nel mondo non tiene molto in considerazione i bisogni/comportamenti degli utenti (ergo il mio “sono fatti male”).
Alberto interessante spunto il tuo, anche credo che tra la popolarità di alcune sezioni di un sito e la sua buona organizzazione, ci sia un legame, ma non così inscindibile.
Ci possono essere sezioni recondite, ma accessibili da “call-to-action” di una newsletter, o roba del genere, che potrebbe far schizzare tale sezione tra i link di Google, pur non rispecchiando il “reale volere degli utenti”. Il confine è sottile…
Questo uno dei tanti motivi per cui non è prudente l’affermazione “disegnamoo male i siti tanto ci pensa Google”
Salve a tutti cercando su google pigg.it mi compaiono i sitelink, il primo dei quali è un articolo e non una categoria.
Ho valutato varie ipotesi per giustificare la sua presenza:
-importanza dei siti che mi linkano;
-numero di accessi all’articolo;
Inoltre cercate scienze formazione messina, adesso i sitelinks si stanno sistemando, ma prima rimandavano tutti a siti esterni da quello reale, anche se residenti sempre nei medesimi server.
saluti