Durante il Webdays, Derrick De Kerckhove diceva che nel web del futuro la parola d’ordine sarà disorder - disordine. Niente più gerarchie e classificazioni, tutto sarà mescolato e confuso, ci orienteremo in un mare di keywords - tags.
Il filtro della conoscenza sarà il just in time, ovvero in base ad un concetto o una cosa che mi serve in un dato momento. Pensateci. Quando cercate qualcosa, andate su Google, cliccate la vostra keyword e guardate i risultati. Sceglierete quello che più vi sembra adatto, in base alle vostre esigenze del momento.
Anche per questo motivo, tags e folksonomy saranno il fulcro delle applicazioni. Insomma niente più gerarchie bensì associazioni on demand. Esattamente come funziona il nostro cervello.
Questo modo di navigare sta portando a sviluppare le applicazioni web in modo diverso. È nato così il web 2.0 che viene descritto visivamente in questo post di Dion Hinchcliffe.
Perchè scrivo tutto ciò? Per citare Derrick: “siamo molto più gioiosi quando scriviamo piuttosto di quando leggiamo”.
Technorati: web 2.0
Nessun commento ↓
Nessun commento fin'ora. Scrivi il primo qui sotto!