Alberto Mucignat

Alberto Mucignat


Random thoughts around web stuffs (è tutto un equilibrio sopra la follia)

novembre: 2017
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UserCamp: l’utente al centro

AlbertoAlberto

Venerdì sono stato allo UserCamp di Bologna, per una volta un camp “in piccolo”, ma con persone appassionate e discussioni interessanti.

La location era la stupenda Biblioteca Sala Borsa, un posto veramente bello, dove ho visto giovani, anziani ed extracomunitari leggere i giornali (!), usare iMac nuovi di palla nelle isole studio/internet, discutere e stare insieme. Un posto antico e moderno assieme. Posti così servirebbero in ogni città d’Italia.

Tornando allo UserCamp, in questo blog per anni ho fatto a tutti una testa così sull’utente, quindi non potevo mancare assolutamente. Ecco la mia presentazione:

Unica nota un po’ fastidiosa, troppe volte la discussione si è concentrata sul fantomatico “problema italico”. In Italia non si può fare, ci vorrebbe una legge ad hoc, dobbiamo creare un albo professionale, etc…

Non sopporto più questo piangersi addosso e invocare l’assistenzialismo: credo che il web sia una fonte inesauribile di connessioni, networking e nicchie di mercato, che spesso aiuta a bypassare tutte i vecchi sistemi di lobby e a trovare nuove possibilità di mercato. Se non ci si riesce, allora dobbiamo cambiare il nostro modo di lavorare, di porci, di trovare clienti, etc.

Anche l’idea di un albo per i professionisti del web mi pare proprio un’idiozia tremenda: sono da sempre contrario a tutti gli albi professionali (tranne forse quello dei medici) perché non sono mai serviti a tutelare le persone, ma solo a creare lobby e conservatorismi.

Su questi argomenti ho detto e ripeto quello che credo da anni: è inutile piangersi addosso per sperare che in Italia cambino le cose a nostro favore, dobbiamo invece cambiare noi, “essere noi il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo” (Gandhi docet).

Nel mio piccolo ho scelto da tempo di lavorare con gli utenti invece di fare la classica web agency. Ho cercato di non vendere progetti inutili, ma soluzioni di valore per il cliente e per l’utente finale. Ho evitato di cedere ai progetti di facile monetizzazione ma alto stress, per lavorare con tempi umani e con persone che mi piacciono.

La cosa bella è che per ora funziona.

Comments 7
  • Ilaria Mauric
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    Ilaria Mauric Ilaria Mauric

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    Ciao Alberto, la tua ultima frase mi ha dato da pensare. Quando dici che hai deciso di lavorare con gli utenti invece che aprire una classica webagency che significa? Seguo da tempo le tue attività nel campo dello UX Design, ma non so come svolgi il tuo lavoro quotidiano. Te lo chiedo perché da tempo vorrei trovare un modo per includere i test di usabilità nei lavori che faccio, ma mi scontro con i problemi che hai enumerato nella tua ultima slide… Forse dovrei valutare un cambio di prospettiva globale sul mio lavoro, invece che nascondermi dietro le solite scuse.


  • Alberto
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    Alberto Alberto

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    ciao Ilaria,
    per “classica web agency”, con rispetto parlando, intendo il classico modello di accontentare il cliente in tutto e per tutto, quindi subendo tempi, budget, etc. è semplicemente un approccio commerciale diverso.
    nel tuo caso, per includere i test, sappi una cosa: se li metti come un costo a parte, il 99% dei clienti tende a non volerli, perché li vedono solo come una spesa.
    prova ad aumentare un po’ i tuoi costi per includere un po’ di testing (all’inizio puoi farlo con i tuoi amici). in questo modo puoi abituare pian piano i clienti. per i clienti nuovi, se aumenti troppo il costo, c’è il rischio che non accettino.
    in ogni caso, per progetti piccoli, un test informale con gli utenti prende una mattina, quindi una giornata per rivedere il design. quindi nulla che non si possa includere, sia come tempi, che come costi.
    magari un giorno faccio un post più completo su questo. 😉


  • Linda
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    Linda Linda

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    Ciao Alberto,
    Grazie per aver partecipato, per il tuo contributo e per essere venuto da Roma per contribuire e user-camp.
    Mi spiace non averti salutato,prima che andassi,ma eravamo in pieno delirio:)
    Sono d’accordo con te in tutto quello che scrivi.
    Come te, credo che l’idea di un Albo professionale per web disigner,nell’era dello sharing in cui predomina l’open source e si valorizzano i contenuti User Generated sia abbastanza anacronistico.
    Credo anch’io che piangersi addosso,non sia la soluzione:sono anch’io per il fare. A volte però, quando hai l’opportunità di poterti rivolgere a persone che vanno nella tua stessa direzione,ci si lascia un pò andare;per cercare di fare il punto e forse anche per farsi forza a vicenda 🙂
    Spero ci siano altre occasioni di scambio e confronto.
    Grazie ancora
    Linda


  • Alberto
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    Alberto Alberto

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    Linda, grazie a voi per il lavoro che avete fatto. mi spiace siamo dovuti volare a prendere il treno, volevo salutarti, ma eri nelle prime file… next time! 😉


  • Stefano Dominici
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    Stefano Dominici Stefano Dominici

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    Dalla prefazione di Defensive Design per il Web di 37 signals.
    Le persone che visitano il sito web non sono utenti, clic, visite, numeri su un foglio elettronico o altre espressioni di un gergo spersonalizzante. Essi sono vostro marito, vostra madre, il vostro amico, il tipo che siede nell’ufficio accanto. Sono persone reali, come me e come voi. Ecco perché parliamo di visitatori e clienti, oppure usiamo il vecchio termine “gente”. Certo, non è che una piccola cosa, ma il suo messaggio è significativo: il contingency design richiede di focalizzarsi sugli esseri mani in difficoltà dall’altra parte del vostro sito. Essi sono persi, confusi o frustrati, e hanno bisogno del vostro aiuto. Si tratta solo di trattare queste persone col rispetto che meritano.


  • kOoLiNuS
    Posted on

    kOoLiNuS kOoLiNuS

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    Ho evitato di cedere ai progetti di facile monetizzazione ma alto stress, per lavorare con tempi umani e con persone che mi piacciono.

    La cosa bella è che per ora funziona.

    Lo sai che sei un uomo MOLTO fortunato per questo fatto? Sicuramente è frutto del tuo duro lavoro, e dei tuoi sacrifici, però ti assicuro che è frustrante quando – nonostante i tuoi impegni – queste cose non si verificano …


  • Alberto
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    Alberto Alberto

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    koolinus: si, diciamo che mi ritengo fortunato. ma credo che chiunque possa farlo, bisogna solo volerlo, ovvero *imporsi delle scelte* e capire cosa si vuole fare nella vita. sembra semplice, ma molte persone hanno difficoltà a “dire di no”, io invece no (è un ossimoro, right?) 🙂