Alberto Mucignat

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I veri limiti del Webdays

26/09/2005

WebLife

Sono tornato dal Webdays con un po’ di amaro in bocca. Non ho potuto seguire tutte le conferenze che avrei voluto (pare che quella sulle Creative Commons fosse interessante, mannaggia) e quindi ho un’idea parziale dell’evento.
Ovviamente Derrick De Kerckhove mi ha affascinato ed è stato piacevole poter scambiare due chiacchiere con lui. Sergio Maistrello ha fatto una stupenda esposizione dell’uso della folksonomy e credo che Emanuele possa dirsi soddisfatto di come viene divulgato l’argomento in italia. Credo siano state molto interessanti anche le conferenze sull’uso di internet oltre i 60 anni.
Quello che mi rimane un po’ qua è la prima conferenza che ho seguito, intitolata “Web evolution question time - Ecco come cambia la rete” tenuta da Giuseppe Granieri.
Premetto che ho letto il suo libro, lo trovo molto stimolante e condivido le sue idee.
Ma il suo intervento al Webdays mi ha deluso perchè nell’analizzare i limiti della rete in Italia oggi ha parlato di “rischi derivati dalla scarsa educazione all’uso della rete” (non credo sia la frase esatta, ma il senso era quello).
Ora, al mio primo Webdays non potevo intervenire così a freddo e quindi ho aspettato che qualcun’altro ponesse il problema covando in silenzio (e invano) il mio disappunto.
Perdonatemi quindi se lo dico soltanto adesso: non credo che il Italia ci sia un problema di educazione all’uso della rete, bensì il limite della reta in Italia oggi sono quelli che la rete non ce l’hanno.
In Italia il 90% naviga dal posto di lavoro non perchè gli piace cazzeggiare, ma forse perchè a casa la rete non ce l’ha o non può permettersi una cazzo di connessione adsl. Perchè l’adsl in Italia arriva solo nelle principali città, devi attivare sempre e prima Telecom, non esistono alternative. Gli universitari in Italia per navigare devono andare all’università: gli studenti fuorisede non hanno la possibilità di aprire in maniera semplice un accesso a internet nel proprio appartamento.
Al Webdays sentivo De Kerckhove parlare di “internet zero” e tutti avevano gli occhi fuori dalle orbite, Granieri compreso. Nessuno che abbia fatto presente che siamo l’ultimo paese in Europa quanto a diffusione di internet.
Il problema è tutto qua, secondo me. Il fatto che ci facciamo un sacco di pippe mentali mentre il 90% della popolazione è telelobotomizzato davanti al calcio o all’isola dei famosi.
Anche questo dovrebbe dire il Webdays in Italia, oggi. Altrimenti è solo una succursale povera dello SMAU (ovvero una convenscion sorrisi e pacche sulle spalle).
Il problema dell’educazione poniamocelo quando ci sarà il delirio in rete o quando la Moratti si appresta a fare qualche riformina.
Soprattutto, una “guida” come Granieri dovrebbe farsi portatore di queste sensibilizzazioni, visto che lui è (ahimè) più ascoltato di molti di noi che su internet ci lavorano per portare a casa la pagnotta.

Technorati:

12 commenti ↓

  • #1 Gaspar 26/09/2005 12:14

    Alberto, come darti torto? Il problema principale è ancora quello della penetrazione di internet, degli alti costi rispetto al resto dell’europa.

    Se non si risolve quello, tutto il resto è fuffa.

    D’altra parte, proprio alla luce di quanto sopra, WebDays non mi è sembrato affatto male.

  • #2 Alberto 26/09/2005 15:14

    caro gaspar, non capisco… per te 100 persone a un dibattito del genere in pieno centro di torino, una città universitaria con il politecnico, ti pare che sia un successo?
    a me non sembra.
    e mi rimane l’amaro in bocca, come ho detto.

  • #3 Massimo Moruzzi 27/09/2005 00:22

    100 persone nell’unico we di sole di settembre, con la Liguria a meno di due ore di treno? Life’s a beach (bitch?).

  • #4 Alberto 27/09/2005 02:18

    l’ultimo weekend di sole per te che vivi a Milano. io a Roma ormai non so più cosa farmene dei weekend di sole.
    ti penserò quando farò il bagnetto a Sperlonga il 17 dicembre come lo scors anno.
    :-D

  • #5 Massimo Moruzzi 27/09/2005 03:39

    bah, io odio il caldo, non vedo l’ora che arrivino le belle giornate grigie e piovose di novembre…

  • #6 theo 27/09/2005 16:21

    @Alberto: L’intervento sulla CC era interessante anche se forse non particolarmente brillante o innovativo ma, come altri che ci sono stati nei tre giorni, ha avuto un pregio (almeno per me) darmi una visione di cose che in effetti conosco già ma da un’altra angolazione. Hai presente l’aneddoto raccontato da De Kerkhove a proposito della Direttrice dell’ufficio copyright che non voleva partecipare al dibatti con Lessig perché per lei CC vuol dire uccidere il copyright? Io ho paura di avere una visione parziale, di non riuscire a comprendere a fondo o di dare per scontate certe questioni.
    Per la cultura telematica… la gente si collega poco o non si collega, come al solito si è cominciato tardi e male e adesso paghiamo (in tutti i sensi).
    (ps. Scusami ma non riesco a ricollegarti alla faccia, dove trovo una tua foto? :P)

    @Gaspar: Hai letto che in UK hanno in programma di cablare il restante 0.2% della popolazione che ancora non è coperta? A me viene un po’ da piangere :|

    @Massimo: Ahhh le giornate novembrine con quel loro fascino malinconio che hanno qui in padania. A Roma se le possono solo sognare! :D

  • #7 Alberto 27/09/2005 16:30

    theo hai ragione. solitamente anch’io ho lo stesso approccio, ma quando non mi piace qualcosa preferisco dirlo. è più costruttivo per tutti, anche per l’intelligenza connettiva

    la mia faccia… vediamo se ti ricordi guardando questa:

    http://www.flickr.com/photos/suzukimaruti/46783674/

    ;-)

  • #8 theo 27/09/2005 16:34

    E fai solo bene, hai letto qix e gaspar? Sembra che alla fine potrebbe nascere qualcosa di costruttivo veramente.

    per la foto… si, ti ho ricollegato, adesso vado di la a vergognarmi :D

  • #9 Marco 28/09/2005 02:07

    “Il problema è tutto qua, secondo me. Il fatto che ci facciamo un sacco di pippe mentali mentre il 90% della popolazione è telelobotomizzato davanti al calcio o all’isola dei famosi.”

    Sui blog c’è di meglio?

  • #10 Alberto 28/09/2005 02:31

    sui blog intanto ci sono persone e interazioni, cioè il contrario della tele-lobotomizzazione. se ti sembra poco… oppure credi che cambiare canale significhi essere attivi?

  • #11 Marco 28/09/2005 03:24

    Dico che i blog dovrebbero ritagliarsi una loro grammatica… Dico che la maggioranza dei blogger mi sembrano dei “televisionizzati” che scrivono… Che molti blogger parlano per slogan e entinemi…. Più o meno come si fa con la televisione… Sì, non c’è interazione ma questa è solo una differenza che riguarda la tecnologia. :-)

  • #12 Alberto 28/09/2005 04:38

    è una differenza macroscopica. cmq, se Granieri è proiettato troppo nel futuro da prescindere il digital divide, tu sei troppo ancorato all’idea di stile (e forse vi incontrate come le estremità di una retta all’infinito).
    io sto in mezzo, vivo la realtà. la realtà è che oggi noi abbiamo un posto, un luogo, dove fare quel cazzo che ci pare, essere ascoltati ed ascoltare, essere attivi e non passivi. il bello e il brutto del mondo c’è anche qui, ma almeno qui puoi criticare, si può concordare, si discute, si cresce. questo non è poco, è una rivoluzione.
    per chiudere ti suggerisco il [url=http://www.smallpieces.com]caro vecchio SPLJ[/url]
    ENJOY! ;-)

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