Fino ad ora il diagramma che meglio rappresentava il lavoro di progettazione della user-experience era quello di Garrett:
È sicuramente un’immagine “operativa” che rappresenta efficacemente il processo in maniera lineare (o waterfall, se preferisci), dall’astratto al concreto.
Qualche giorno fa sono però incappato in un’altra immagine presentata all’IA Summit 2009 (quello mondiale) da Stephen Anderson, che lui chiama The fundamentals of experience design:
È una visione un po’ più “alta” e meno operativa, ma è utile per rappresentare quello che l’immagine operativa di Garrett non riesce a trasmettere:
Activities can be anything you do, and aren’t necessarily task-focused (this is a problem I have with many of the UCD and Agile discussions). Consider passive experiences like reading The Onion, or entertainment experiences like iSteam. There’s a motivation for these activities, but there isn’t always an explicit task involved.
Questo è sicuramente uno dei punti chiave. Su siti editoriali o di intrattenimento è sempre difficile rappresentare le attività di “consultazione delle notizie” o il “cazzeggio puro” come dei requisiti, perché non sono dei task ben precisi, ma spesso dobbiamo tenerli presente poiché le motivazioni sono fondamentali nella progettazione del sistema.
Interessante anche la suddivisione nei due piani, quello più concreto (“chi sei?” e “cosa fai?”) e quello più motivazionale (“cosa ti succede?” e “perché lo fai?”). Per quest’ultimo saranno contenti gli amici che hanno sviluppato l’idea di Design motivazionale.



3 commenti ↓
Ciao Alberto, grazie della citazione. Si, siamo contenti perché da più parti emergono conferme a sostegno della centralità dell’utente (forse bisogna chiamarlo persona?) come sistema psichico e sociale che proponiamo con Design Motivazionale.
Ma che vuol dire (si chiederà qualcuno)?
Che in pratica crescente l’attenzione e la necessità nell’Interaction Design, nella UX di sviluppare e inserire modelli, criteri per analizzare e progettare la capacità di indurre determinati comportamenti negli utenti-persone con maggiori probabilità e sistematicità.
Grazie per la condivisione ragazzi, i vostri spunti sono sempre illuminanti.
Quello di Gianandrea sul Design Motivazionale è stato forse il mio talk preferito al Better Software 2009. Fu interessantissimo, esposto in maniera supersobria ed elegante.